Pescara: mercatino degli immigrati e Gianni Chiodi nel mirino dei neofascisti

2' di lettura 23/12/2014 - Politici abruzzesi come Gianni Chiodi, Stefania Pezzopane e Ottaviano Del Turco, ma anche luoghi sensibili e dalla forte valenza simbolica come il mercatino multietnico dell’area di risulta: erano questi alcuni tra gli obiettivi del gruppo di terroristi arrestati ieri nell’ambito dell’operazione ‘Aquila nera’, condotta dai ROS.

Il gruppo di neofascisti, costituito da 14 persone, fra cui ben 8 abruzzesi, era guidato da Stefano Manni, un ex carabiniere 48enne di Ascoli Piceno residente a Montesilvano (foto). Stando alla ricostruzione degli inquirenti, tra i tanti obiettivi della banda c’era anche il mercatino gestito dagli immigrati a due passi dalla stazione centrale di Pescara. Secondo diverse intercettazioni, infatti, oltre a noti personaggi politici senza scorta, il gruppo di estrema destra puntava a colpire luoghi di aggregazione di extracomunitari, e in tal senso il frequentatissimo mercatino dell’area di risulta era considerato come un sito perfetto dove compiere un attentato dalla forte valenza simbolica.

Per quanto riguarda l’ex Presidente della Regione Abruzzo, i terroristi bloccati dai ROS puntavano sul fatto che Gianni Chiodi fosse senza scorta dallo scorso 30 settembre, dopo che per mesi era stato protetto dalle forze dell’ordine a seguito delle minacce ricevute.

“La prima cosa che mi ha colpito nel leggere degli ordini di cattura firmati dalla magistratura aquilana che i Ros stanno eseguendo, è il fatto che ritorni un'eco degli anni '70 che pareva lontana e sepolta da tempo”: è questo il primo commento del sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, dopo la diffusione della notizia. Alessandrini è figlio del magistrato Emilio Alessandrini, assassinato a Milano nel 1979 da un commando del gruppo terroristico Prima Linea.

“Il richiamo al movimento neofascista ‘Ordine Nuovo’ – prosegue il Primo Cittadino - che progettava azioni di terrorismo per colpire obiettivi istituzionali, evoca la notte della Repubblica, per dirla con Sergio Zavoli, ossia l'era più buia dell'Italia repubblicana. Il nostro Paese ha già conosciuto una scia di sangue legata al terribile concetto della destabilizzazione dell'ordine costituzionale e ieri come oggi le istituzioni devono fare fronte comune, compatto e coeso, per arginare ogni forma di violenza che non può costituire mai una risposta ai problemi della società”.

“Infine – conclude il sindaco - esprimo grato apprezzamento nei confronti della magistratura e nelle forze dell'ordine per la meritoria iniziativa intrapresa e per la guardia alta che va tenuta nei confronti di ogni possibile forma di terrorismo”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it









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