Green Hill: condannati i responsabili dell'allevamento

beagle 1' di lettura 23/01/2015 - Il Tribunale di Brescia ha condannato per maltrattamento e uccisione immotivata di animali tre dei quattro responsabili del Green Hill di Montichiari (Brescia), l'allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione scientifica chiuso nel 2012.

Un anno e sei mesi per Ghislane Rondot, gestore dell’allevamento, e per il veterinario Renzo Graziosi, e un anno per il direttore dello stabilimento, Roberto Bravi. Assolto invece l'altro co-gestore Bernard Gotti. Sono queste le pene stabilite dal giudice monocratico della prima sezione penale del tribunale di Brescia nel processo di primo grado. Disposta anche la confisca dei beni. Pene comunque ridotte rispetto alle richieste (dai due anni ai tre anni e sei mesi) avanzate dalla Procura.

Lav (Lega anti vivisezione) e Legambiente parlano di "sentenza storica, destinata a fare giurisprudenza". "Il successo di oggi è figlio di quell’esposto che Legambiente tre anni fa ha fatto contro l’allevamento di beagle, al quale è seguito il sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica di Brescia delle strutture e di tutti i cani presenti nell’allevamento", ha commentato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente.

La Lav inoltre, sulla base di quanto emerso dal processo, ha annunciato che chiederà l'imputazione dei veterinari dell'Asl di Lonato, dell'Istituto Zooprofilattico di Brescia e dei funzionari della Regione Lombardia e del Ministero della Salute, "che in tutti gli anni passati avevano scritto che tutto era regolare nell'allevamento".






Questo è un articolo pubblicato il 23-01-2015 alle 19:11 sul giornale del 24 gennaio 2015 - 4218 letture

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