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Libia: l'Egitto bombarda postazioni dell'Is

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I caccia dell'aviazione egiziana hanno colpito diversi obiettivi degli estremisti islamici in Libia, dopo la pubblicazione del video che mostra la decapitazione da parte di miliziani dell'Isis di 21 cittadini egiziani.

I bombardamenti del Cairo hanno interessato principalmente la città di Derna, proclamata Califfato dagli estremisti di Ansar al-Sharia, affiliati all'Is, ma sono stati colpiti obiettivi anche a Bengasi e Sirte. Ai raid hanno partecipato anche aerei dell'aviazione militare libica controllata dal generale Khalifa Haftar, fedele al governo di Tobruk. Secondo il Comando dell'aviazione libico sarebbero stati uccisi una sessantina di combattenti jihadisti. Gli attacchi avrebbero provocato anche diverse vittime tra i civili.

I 21 egiziani di fede cristiana copta uccisi dai miliziani dello Stato Islamico erano stati rapiti a gennaio nei pressi di Sirte, città della Libia orientale recentemente caduta sotto il controllo degli estremisti islamici. I gruppi islamisti affiliati all'Is stanno rapidamente prendendo il controllo di diverse zone della Libia, approfittando del caos che regna nel paese, con due parlamenti e due governi, uno filo-islamista e uno più laico, a contendersi il potere.

Una possibile escalation dell'Isis in Libia che preoccupa i paesi vicini e l'Europa. Il presidente francese Hollande e quello egiziano al Sisi hanno chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Più cauto Renzi, secondo il quale prima di intervenire bisogna aspettare la proposta delle Nazioni Unite. Mentre Abdullah al Thani, il premier del governo libico di Tobruk riconosciuto dalla comunità internazionale, ha chiesto l'intervento militare delle potenze occidentali, altrimenti la minaccia dell'Is si sposterà nei Paesi europei, Italia in particolare.



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Questo è un articolo pubblicato il 16-02-2015 alle 19:08 sul giornale del 17 febbraio 2015 - 2823 letture