Riforma costituzionali: la Camera approva, ora il testo al Senato

1' di lettura 10/03/2015 - La Camera ha approvato martedì la riforma del Senato e del Titolo V. 357 sì e 125 no. La votazione ha portato con sé malumori e polemiche interne ai partiti.

Il Pd ha votato compatto sì, ma in Aula Rosy Bindi, Gianni Cuperlo e Alfredo D’Attorre che hanno ‘avvertito’ il partito che questo potrebbe essere l’ultimo voto favorevole alla maggioranza, chiedendo di modificare la legge elettorale. Forza Italia, come annunciato alla vigilia del voto ha votato contro. In 18 hanno poi in una lettera inviata a Silvio Berlusconi hanno fatto presente di aver votate no “con profondo disagio e dissenso”, chiedendo maggiore democrazia nel prendere le decisioni all’interno del gruppo. I deputati del M5S non hanno partecipato al voto.

La riforma prevede che il Senato non sarà più elettivo e che la Camera sarà l’unico ramo del Parlamento. Il Senato sarà composto da 95 membri eletti dai Consigli regionali (sulla base del loro peso demografico), più cinque nominati dal Capo dello Stato che resteranno in carica per 7 anni. Avrà competenza legislativa solo sulle riforme costituzionali e le leggi costituzionali, potrà chiedere alla Camera la modifica delle leggi ordinarie, ma questa potrà non tener conto dell’eventuale richiesta. Il Senato non voterà più la fiducia al governo.

Per quanto riguarda il Titolo V tornano allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche, grandi reti di trasporto, salute e previdenza. Il testo tornerà ora al Senato, seguirà poi la seconda approvazione da parte delle due Camere del Parlamento.






Questo è un articolo pubblicato il 10-03-2015 alle 17:18 sul giornale del 11 marzo 2015 - 1723 letture

In questo articolo si parla di politica, redazione, camera dei deputati, Sara Santini, riforme costituzionali, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/agxu





logoEV