Leggi e ingiustizie sugli omicidi stradali in Italia

3' di lettura 13/03/2015 - Quello che temevamo in molti è avvenuto lo scorso 11 Marzo, la Cassazione di Roma ha fatto definitiva chiarezza sugli omicidi perpetrati con la macchina.La Suprema Corte ha infatti annullato con rinvio l’esemplare la condanna a 21 anni di reclusione inflitta, sia in primo grado che in appello a Torino, a Ilir Beti l'imprenditore albanese che il 13 Agosto 2011 imboccò la A26 contromano e la percorse per oltre 30 chilometri.

Nell'impatto con il suo Suv morirono quattro ragazzi francesi. Quindi il caso ora ritorna in appello per essere riesaminato dal Tribunale.
E' purtroppo evidente a tutti che il vuoto legislativo in questo caso è stato ampiamente dimostrato nella sua più tremenda realtà. In Italia al momento, chi uccide con la macchina può essere punito solo con l'Omicidio colposo indipendentemente dal fatto che guidi in stato d'ebrezza, drogato, che guidi a 100 km/ora nel centro abitato, che guidi senza patente ecc.....

La Cassazione insomma ha confermato che con le leggi attuali il dolo eventuale per morti provocati da comportamenti altamente pericolosi e pieni di rischio alla guida (nessuno può riuscire ad immaginare niente di più rischioso che andare pieno di alcol o droga per 20 km con un suv contromano in autostrada) è chiaramente inapplicabile. Quindi questo sgombra il campo da tutte le discussioni teoriche sul fatto che le leggi esistono già e basta applicarle.
Dimostra chiaramente un vuoto legislativo che fa sì che chi uccide sulla strada resti di fatto impunito. Pertanto solo l'introduzione di una fattispecie specifica, come l'omicidio stradale può aiutare i giudici a rendere giustizia. Lo stesso percorso fatto con lo stalking niente di nuovo.
Le diverse e numerose Associazioni dei famigliari delle Vittime della strada sono rimaste sbigottite e profondamente deluse,per questa ennesima IN-GIUSTIZIA e rilanciano un forte e deciso appello al Governo e alle forze politiche per intervenire con urgenza e decisione e non con le solite e semplici promesse.

Oggi il nuovo appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che fin dall’inizio ha condiviso la loro proposta impegnandosi personalmente, affinché risolva questa situazione, ormai da troppo tempo in stallo, superando le difficoltà che emergono dalle Commissioni parlamentari, in particolare la Commissione Giustizia, dove deputati e senatori, di cui molti provenienti dalle file degli avvocati ed ex magistrati non dimostrano una particolare tensione verso questa nuova norma. Dopo che anche il Ministro dell’Interno Alfano si dichiaro' favorevole all’Omicidio stradale, le Associazioni avrebbero' piacere di conoscere anche il parere del Ministro della Giustizia Orlando e capire se la proposta ha veramente un futuro o se gli omicidi della strada debbano ancora rimanere il più grave dei reati di fatto impuniti nella realtà, considerato le pene medie di 2 anni e 8 mesi per chi uccide al volante mentre è in stato di elevata ebbrezza o sotto l’effetto di droghe e magari si dà alla fuga.





Questo è un articolo pubblicato il 13-03-2015 alle 18:33 sul giornale del 14 marzo 2015 - 1910 letture

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