Italiani sempre più internauti. Ma da Mobile

3' di lettura 24/03/2015 - La rete è il simbolo del nuovo che avanza, della comunicazione ad alta velocità e a grandi distanze. È quel qualcosa che ha cambiato profondamente il rapporto con la realtà, con le persone, con gli oggetti che ci circondano ogni giorno. Anche se non ai ritmi di altri paesi Europei, anche in Italia cresce l’utilizzo del Web e - secondo le stime – continuerà a crescere nei prossimi anni.

Gli 'internauti' italiani sarebbero circa il 53% della popolazione e di questi oltre il 60% ( circa 17,6 milioni) si collegano tramite smartphone o tablet e secondo uno studio condotto da Cisco Visual Networking Index Global Mobile Data Traffic Forecast il traffico dati in Italia crescerà del 50& di anno in anno entro il 2019.

Il pc come strumento di accesso alla rete conta circa 12,6 milioni di utenti con picchi di 26,6 milioni di media al mese. Quello dati, quindi da mobile, ne conta 17,6 milioni. Un netto sorpasso che è il polso di un modo di stare connessi sempre più dinamico e occasionale. Nessuna distinzione di sesso tra gli internauti: sono infatti il 43% degli uomini ad accedere alla rete almeno una volta al giorno e il 38,4% delle donne, anche se la fascia di età più attiva rimane quella tra i 25 e i 34 anni.

Il sorpasso delle connessioni dati su quelle da pc è stato compiuto anche grazie alla massiccia diffusione ed economicità dei dispositivi. Sono moltissimi ad oggi i modelli si smartphone e tablet disponibili sul mercato, complice anche il proliferare delle offerte in abbonamento con cui acquistarli. Per districarsi in questo groviglio di tariffe esistono siti di comparazione come facile.it che aiutano gli utenti a comparare e scegliere le offerte più convenienti in base alle proprie esigenze.

Ma cosa si cerca maggiormente in rete? Dalla ricerca condotta da Audiweb emergono in testa alla classifica i siti di ricerca (search) e portali generalisti ( General INterest Portals & Communities), seguiti da siti di notizie, contenuti video e social network. Ma non solo, perché bisogna considerare anche che una piccola parte della popolazione non utilizza il proprio telefono cellulare solo per svago, ma lavora direttamente da smartphone. Il 'lavoro mobile' è una realtà degli ultimi anni, che si sposa perfettamente con le esigenze di una società in continuo movimento.

In tanti affermano di essere entrati nell'era di Facebook: niente di più sbagliato. Il concetto stesso di 'era' è sorpassato, Facebook, esprime l'esigenza di comunicare sempre e dovunque in modo istantaneo, incarna alla perfezione questo bisogno e lo trasforma in realtà. Ma i bisogni così come gli strumenti, cambiano molto velocemente, specie quando si parla di tecnologia. Perciò è lecito aspettarsi un nuovo 'Facebook' e tante nuove 'mini-ere', ovvero piccoli lassi di tempo contraddistinti da un bisogno che primeggia sugli altri.

Non è un caso infatti che di recente alcune piattaforme come Intagram e WhatsApp siano state acquistate dal colosso di Zuckerberg. Queste ultime stavano interpretando nuovi bisogni che avrebbero potuto far passare in secondo piano l'idea originale di Facebook.






Questo è un articolo pubblicato il 24-03-2015 alle 10:42 sul giornale del 23 marzo 2015 - 944 letture

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