All’Expo il grano è già maturo

expo 2015 3' di lettura 04/05/2015 - Inaugurazione Expo: uno dei rituali importanti dell’era industriale, economia e ideologia a braccetto, lampi di saggezza dal Papa, qualche spolverata retorica nei discorsi dei politici, comprensibile vista la circostanza, silenzi sulla montagna di malaffare che ha circondato l’evento, ma un paese moderno ha bisogno anche di queste cose. Se si smettono di organizzare Olimpiadi, Expo o cose del genere allora siamo di fronte ad un evidente declino della società moderna così come l’abbiamo vissuta sino ad oggi.

Cultura “alta” e cultura popolare, niente come il cibo forse riesce a tenere insieme queste due facce della medaglia, una importante occasione per l’Italia, con gli evidenti elementi di identità collettiva legati al cibo.
Ma a farci capire che forse anche questo evento rischia di essere l’ennesima occasione persa ci sono alcuni dettagli.
Durante il talk show “L’aria che tira” a pochi minuti dall’inaugurazione gli ospiti discutevano con la brava giornalista Myrta Merlino su quale fosse il vero significato dell’Expo, a cosa serve veramente a fronte dei tantissimi denari investiti.

Allora un giornalista in studio domanda alla ministra dello sviluppo economico Guidi in collegamento davanti ad uno stand in attesa dell’imminente cerimonia di apertura: “Ma un visitatore può fare spesa all’Expo?” Domande semplice, quasi banale, che consente di capire anche il punto di vista della gente comune di fronte a questo grande e costoso evento. La ministra risponde affermando che l’Expo è una occasione per venire in contatto con tante realtà diverse visti i tanti paesi ospitati e così via, girando intorno alla risposta. Mentre il ministro parla si sente la voce del giornalista, fuori campo, forse sfuggita ai tecnici del programma, che commenta: “Non lo sa!”.
Il punto non è la scarsa informazione della ministra dello sviluppo economico su un evento così importante e attinente alla sua sfera di competenza. La stranezza è che non è ancora chiaro a cosa serve questo evento, o meglio a chi serve. Se serve all’Italia significa che serve a noi tutti. E’ così? Serve alle aziende agricole? Serve alle varie mafie per lucrarci? Serve alla nostra economia? Serve all’umanità intera? Forse in sei mesi troveremo una risposta.

Altro dettaglio interessante è la presenza del grano maturo nella scenografia del palco. Il grano maturo, col suo colore dorato, coi suoi significati simbolici, emana quella sensazione di genuinità, che ha contribuito a rendere l’allestimento del palco televisivamente gradevole.
Ma il grano in questo periodo in Italia non è maturo, è ancora verde, appena spigato.
Quel grano quindi è qualcosa di finto, di artificioso che mal si concilia con il sistema di valori che un tema come “Nutrire il pianeta, energia per la vita” dovrebbe trasmettere.
Per nutrire il pianeta occorre sincronizzarsi sul suo respiro. E sulle sue stagioni.

Si potrebbe obiettare che non si tratta di una scelta squisitamente scenografica perché è un evento mondiale e da altre parti il grano matura ovviamente in periodi diversi. Ma siamo in Italia. Si potrebbe obiettare che è una scelta puramente scenografica e che non c’è niente di male. Si potrebbe ancora obiettare che questo è un inutile dettaglio. Ma è proprio da questi dettagli che si può forse cogliere il senso generale di un grande evento, il significato che racchiude la risposta alla domanda: a cosa serve l’Expo?
A proposito, io non l’ho ancora capito: ma si può fare la spesa all’Expo o no?






Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2015 alle 17:27 sul giornale del 04 maggio 2015 - 1181 letture

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