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Roma, il Tribunale condanna il Campidoglio: ''i campi rom sono discriminatori''

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campo rom

Costruire e gestire un campo attrezzato riservato ad una sola etnia è ghettizzante e discriminatorio, e quindi illegale.

Lo ha stabilito il Tribunale civile di Roma, accogliendo il ricorso presentato tre anni fa dall’associazione 21 luglio e dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi). Il ricorso riguarda il campo nomadi di La Barbuta, nel X municipio, aperto nel 2012 dalla giunta Alemanno per ospitare circa 600 persone sgomberate da altri campi. Riconoscendo il carattere discriminatorio, perché riuniscono le persone su base etnica, dei "villaggi attrezzati", i giudici hanno imposto all'amministrazione capitolina di chiudere il campo e spostare le persone in luoghi idonei.

La sentenza risale al 30 maggio scorso ma è stata resa nota dai ricorrenti soltanto il 9 giugno nel corso di una conferenza stampa al Senato. "Il Tribunale ha confermato l’ illegittimità delle politiche abitative adottate dal governo centrale e da alcune amministrazioni locali nei confronti dei cittadini rom, riaffermando la necessità di superare non solo i campi, ma anche qualsiasi altra politica abitativa finalizzata alla marginalizzazione e ghettizzazione", ha scritto l’Asgi in una nota.

I campi rom, 7 quelli regolari a Roma, oltre a diversi abusivi, costituivano, assieme all'accoglienza dei migranti, uno dei business più redditizi per l'associazione mafiosa di Carminati e Buzzi. Tra gli arrestati nel secondo blitz di Mafia Capitale c'era Angelo Scozzafava, assessore ai servizi sociali nella giunta Alemanno, che si era adoperato per sgomberare i campi abusivi e riempire quelli regolari.



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Questo è un articolo pubblicato il 09-06-2015 alle 20:28 sul giornale del 10 giugno 2015 - 1688 letture