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Sofri chiamato come esperto del Ministero per la riforma delle carceri: è polemica, ma lui rinuncia

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C’è anche Adriano Sofri, tra gli esperti chiamati dal Ministero della Giustizia, come consulenti per riformare il sistema penitenziario italiano.

Contro la decisione di coinvolgere nell’iniziativa l’ex leader di Lotta Continua, condannato a 22 anni di carcere come mandante dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto nel 1972, si sono schierati i sindacati delle forze dell’ordine.Donato Capece, segretario del sindacato di polizia penitenziaria, considera la presenza di Sofri un fatto inaccettabile: “E’ inammissibile la decisione del ministro Orlando di nominare Adriano Sofri responsabile di istruzione e cultura negli Stati generali delle carceri” aggiungendo poi ironicamente: “Meno male che ci hanno risparmiato Toto' Riina, che magari avrebbe potuto parlare di una revisione del regime penitenziario duro del 41bis”.

Il Sappe ha poi chiesto l’intervento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, su quella che è una decisone del Ministro della Giustizia “inopportuna e inadatta”. Anche il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri è intervenuto sulla questione con una interrogazione urgente rivolta al ministro della Giustizia, Orlando.

Dopo qualche ora è stato lo stesso Sofri a rispondere alle polemiche con una lettera inviata al "Foglio": "Si e' sollevato un piccolo chiasso attorno alla mia "nomina" da parte del ministro della Giustizia come "esperto" di carcere. Il mio contributo si era limitato a una conversazione telefonica con un autorevole giurista, e all'adesione a una eventuale riunione futura. Alla quale invece non andrò, scusandomene coi promotori, perchè ne ho abbastanza delle fesserie in genere e delle fesserie promozionali in particolare".



Questo è un articolo pubblicato il 23-06-2015 alle 14:42 sul giornale del 24 giugno 2015 - 1908 letture