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Messico: migliaia in piazza per l'omicidio di un fotoreporter

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ruben espinosa
Migliaia di persone sono scese in strada domenica a Città del Messico per protestare contro la morte di Ruben Espinosa, fotoreporter torturato e ucciso venerdì scorso.

Si tratta del settimo giornalista ucciso in Messico quest'anno. Il corpo senza vita di Espinosa è stato ritrovato venerdì in un appartamento della capitale, assieme ai cadaveri di quattro donne. Tra loro la padrona di casa, attivista e amica del fotoreporter. Tutti e cinque i corpi avevano mani e piedi legati e presentavano segni di violenze e torture. Sono tutti stati uccisi con un colpo di arma da fuoco alla testa.

Ruben Espinosa, 31 anni, lavorava per il settimanale Proceso e per l’agenzia di stampa Cuartoscuro. Due mesi fa si era trasferito da Xalapa, capitale dello Stato di Veracruz, a Città del Messico. Secondo l’associazione internazionale Article 19, che difende il diritto alla libertà di stampa, aveva lasciato Veracruz dopo aver ricevuto diverse minacce. Con il suo lavoro il fotoreporter raccontava le proteste sociali e le violenze contro i giornalisti e la libertà di espressione nello Stato di Veracruz.

Dei sette reporter uccisi in Messico nel 2015 quattro lavoravano in Veracruz. Espinosa è il quattordicesimo giornalista assassinato nello Stato di Veracruz dal 2010, dall'entrata in carica del governatore Javier Duarte Ochoa.



ruben espinosa

Questo è un articolo pubblicato il 03-08-2015 alle 20:36 sul giornale del 04 agosto 2015 - 1849 letture