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Sudafrica: scoperti i resti dell'Homo naledi, un nuovo antenato dell'uomo

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Homo naledi

I resti fossili di un antenato, di una specie umana ancora sconosciuta sono stati ritrovati in Sudafrica.

Il ritrovamento è avvenuto in una grotta a 50 chilometri da Johannesburg. All’interno i resti di 15 corpi (anziani, giovani e anche bambini piccoli) . Secondo gli scienziati dell’università Witwatersrand di Johannesburg si tratta di una svolta nella ricerca della nostra evoluzione, si tratterebbe infatti di una specie umana intermedia tra i primi bipedi e l’homo erectus. La specie è stata chiamata “Homo naledi”, dal nome della grotta, Naledi, che nella lingua Sesotho, usata da alcune tribù sudafricane significa “stella”.

Secondo i fossili ritrovati l’Homo naledi era alto un metro e mezzo e pesava 45 chili, aveva il cervello piccolo delle dimensioni di un’arancia, ma il corpo era proporzionato e slanciato. La mani, con le dita più ricurve di ogni altra specie ominide, probabilmente consentivano ottime capacità di arrampicarsi. Allo studio ha preso parte anche l'antropologo italiano Damiano Marchi, dell'università di Pisa.



Homo naledi

Questo è un articolo pubblicato il 10-09-2015 alle 14:31 sul giornale del 11 settembre 2015 - 2777 letture