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Messico: arrestato il presunto responsabile della sparizione dei 43 studenti

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Le autorità messicane hanno annunciato di aver arrestato l'uomo che avrebbe ordinato il sequestro e la morte dei 43 studenti scomparsi un anno fa a Iguala, nello stato di Guerrero.

Si tratta di Gildardo Lopez, noto come el Gil, capo dei sicari dei Guerreros Unidos, il cartello criminale che controlla il traffico di droga nella regione. L'uomo, 36 anni, è stato fermato nella città di Taxco, nello stato di Guerrero, a circa 30 km da Iguala. Sarebbe stato lui ad ordinare l'uccisione degli studenti, scambiati per membri del cartello rivale dei Los Rojos.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 26 settembre 2014 gli studenti della scuola rurale di Ayotzinapa, che stavano attraversando Iguala in bus, vennero attaccati e arrestati dalla polizia locale e consegnati nelle mani dei narcos. El Gil ha quindi ordinato e organizzato l'esecuzione dei 43 studenti. I loro corpi sono stati bruciati in una grande pira in una discarica di una cittadina vicina, Cocula, e i resti, chiusi in sacchi di plastica, gettati nel fiume San Juan. La ricostruzione della procura, basata in gran parte sulla testimonianza dei narcos arrestati, è stata confermata dalle dichiarazioni rese dal boss dei Guerreros Unidos, Sidronio Casarrubias, catturato lo scorso ottobre.

I familiari delle vittime rifiutano la versione ufficiale di governo e procura, non ritenendo credibile il fatto che i ragazzi siano stati scambiati dai narcos per membri di una gang rivale. A sostenerli c'è un'inchiesta, diffusa alcune settimane fa e realizzata da un team internazionale di esperti per conto della Commissione Interamericana per i diritti umani, che ha rivelato numerose incongruenza nella versione ufficiale.

Il rapporto mette in dubbio la tesi che gli studenti siano stati scambiati per narcotrafficanti. Gli esperti fanno notare che i movimenti dei ragazzi, che volevano partecipare a una manifestazione contro la riforma dell'istruzione, sono stati attentamente monitorati dalla polizia fin dalla loro partenza da Ayotzinapa, e che tutti gli attacchi sono stati portati per impedire agli autobus di lasciare Iguala. Secondo l'ipotesi suggerita nell'inchiesta, gli studenti sarebbero stati attaccati perchè avrebbero involontariamente preso degli autobus utilizzati per il contrabbando della droga. Uno dei veicoli presi dagli studenti è stato esaminato dalla polizia solo diversi mesi dopo.

Gli esperti inoltre sostengono che non esistono prove sufficienti per sostenere che i ragazzi siano stati bruciati nella grande pira funeraria nella discarica di Cocula. Dagli esami del dna dei pochi resti recuperati dal fiume, effettuati da un laboratorio forense specializzato in Austria, è stato finora possibile identificare solo due dei 43 studenti scomparsi. Il rapporto sottolinea anche che la ricostruzione della procura è basata sulla testimonianza di cinque uomini sospettati di appartenere ai Guerreros Unidos, sulle oltre cento persone arrestate nel corso delle indagini. Gli esperti sostengono, sulla base dei rapporti medici dei detenuti presi in esame, che i cinque siano stati torturati.



Questo è un articolo pubblicato il 18-09-2015 alle 17:25 sul giornale del 19 settembre 2015 - 6868 letture