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Iran: giornalista statunitense condannato per spionaggio

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Jason Rezanian

Jason Rezaian, corrispondente del Washington Post a Teheran in carcere dal luglio 2014, è stato condannato per spionaggio da un tribunale iraniano.

Lo ha annunciato domenica sera la televisione di stato iraniana. Non si conoscono però i dettagli della sentenza: il portavoce della procura generale Gholam Hossein Mohseni Ejehi si è limitato a dire che Rezaian è stato giudicato colpevole. Il processo del reporter, capo dell’ufficio del Washington Post a Teheran, si è tenuto a porte chiuse, e si è concluso due mesi fa.

Il 39enne Rezanian, che ha la doppia nazionalità, era accusato di diversi reati, tra i quali lo spionaggio. Il Washington Post, il governo statunitense e diverse associazioni per la libertà di stampa hanno più volte criticato l'arresto e l'incarcerazione di Rezanian. Martin Baron, executive editor del quotidiano, ha difeso il giornalista ed ha definito il processo "una vergognosa ingiustizia".

Jason Rezanian è stato arrestato nel luglio 2014 assieme alla moglie Yeganeh Salehi, anche lei giornalista, che è stata poi rilasciata su cauzione. Ha passato sette mesi in isolamento in un carcere di massima sicurezza prima che venissero formalizzate le accuse.



Jason Rezanian

Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2015 alle 20:34 sul giornale del 13 ottobre 2015 - 1178 letture