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Appalti truccati Anas, 10 arresti

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Guardia di Finanza
La Guardia di finanza ha eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Roma nei confronti di dirigenti e funzionari dell’Anas.

Coinvolti nell'inchiesta anche diversi imprenditori e l'ex sottosegretario del ministero delle Infrastrutture (durante il secondo governo Prodi) Luigi Meduri (Pd). Meduri, ex Dc e Margherita, dal gennaio 1999 all'aprile 2000 aveva ricoperto la carica di presidente della Regione Calabria, ed è attualmente membro dell’assemblea nazionale del Pd.

Gli arresti riguardano, oltre all'ex sottosegretario, 5 dirigenti e funzionari della Direzione generale dell'Anas di Roma, 3 imprenditori titolari di aziende appaltatrici di opere pubbliche e un avvocato. Altre 31 persone risultano indagate. Tra le ipotesi di reato contestate ci sono associazione per delinquere, corruzione, induzione indebita e voto di scambio.

L'inchiesta delle fiamme gialle è stata chiamata "Dama nera", con riferimento al soprannome della principale indagata, la dirigente dell'Anas Antonella Accroianò, ritenuta dagli investigatori il vertice della cellula criminale che gestiva gli appalti truccati all'interno della società. Il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, ha parlato di "deprimente quotidianità della corruzione". "La principale indagata va in ufficio per lavorare, ma il suo lavoro è gestire il flusso continuo della corruzione: c’è la borsa sempre aperta, arriva qualcuno e ci mette una busta", ha detto Pignatone.

Dalle indagini, durate circa un anno, è emerso che oltre agli appalti, l'associazione era coinvolta in un sistema collaudato di assunzioni clientelari all'interno di Anas. In un caso Meduri avrebbe favorito la carriera politica del fratello della Accroglianò, attraverso la raccolta di pacchetti di voti a sostegno della candidatura al consiglio regionale della Calabria nel novembre 2014, in cambio di assunzioni all'interno di Anas.

La società pubblica che gestisce gran parte delle strade e delle autostrade italiane si costituirà in giudizio quale parte offesa, e "sta attivamente collaborando alle indagini della Guardia di Finanza", ha dichiarato il presidente Gianni Vittorio Armani.



Guardia di Finanza

Questo è un articolo pubblicato il 22-10-2015 alle 15:35 sul giornale del 23 ottobre 2015 - 2746 letture