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Messina: intascavano il gettone senza partecipare ai lavori, obbligo di firma per 12 consiglieri comunali

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Percepivano i gettoni di presenza senza partecipare alle sedute delle commissioni consiliari permanenti.

Per questo dodici consiglieri comunali di Messina, appartenenti a Pd, Ncd, Udc, Fi e diverse liste civiche, sono accusati di truffa aggravata, falso ideologico e abuso d’ufficio. Nei loro confronti il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, Maria Militello, ha disposto, accogliendo la richiesta della Procura, una misura cautelare particolare: l'obbligo di firma. I dodici consiglieri dovranno firmare nell'ufficio della Polizia Municipale all'interno del Comune all'inizio e alla fine di ogni seduta della commissione di cui fanno parte. Altri dieci consiglieri risultano indagati per gli stessi reati.

Si tratta del primo provvedimento della magistratura nell'ambito dell'inchiesta su Gettonopoli, lo scandalo che nel 2014 ha travolto diversi grandi Comuni siciliani, tra cui Agrigento, Messina e Siracusa. Lo scorso febbraio ad Agrigento lo scandalo aveva portato alle dimissioni di massa dei consiglieri e alla decadenza del consiglio comunale.

La Digos, che ha condotto le indagini con l'ausilio di telecamere collocate nelle aule del Comune, ha documentato il comportamento truffaldino dei consiglieri: molti di loro entravano, firmavano la presenza in commissione e andavano via dopo pochi minuti. Il tutto ripetuto nel tempo, per raggiungere il tetto massimo di 39 sedute consiliari al mese e intascare così l'indennità aggiuntiva di 2.184 euro al mese. Nel 2014 i gettoni di presenza sono costati alle casse comunali di Messina quasi 900mila euro.



Questo è un articolo pubblicato il 12-11-2015 alle 15:09 sul giornale del 13 novembre 2015 - 2077 letture