Corruzione, ''sistema Sesto'': Penati assolto

Penati 2' di lettura 10/12/2015 - Filippo Penati e altri 9 imputati sono stati assolti perchè "il fatto non sussiste" dal tribunale di Monza nel processo di primo grado sul cosidetto "sistema Sesto".

Erano tutti accusati a vario titolo di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Per l'ex presidente della Provincia di Milano la Procura aveva chiesto la condanna a quattro anni di reclusione.

Gli altri imputati assolti sono Bruno Binasco, ex manager del gruppo Gavio; l'architetto Renato Sarno, considerato dall'accusa l'uomo che raccoglieva le tangenti per conto di Penati; Antonino Princiotta, ex segretario generale della Provincia; Norberto Moser, manager della società Codelfa; il capo di gabinetto in Provincia di Penati, Giordano Vimercati; Massimo Di Marco e Gianlorenzo De Vincenzi, manager della società che possiede l’autostrada A7 Milano-Serravalle; gli imprenditori Piero Di Caterina e Giuseppe Pavini, i due principali accusatori di Penati.

L'inchiesta verteva su due diverse vicende. La prima riguardava un presunto giro di tangenti relativo all'area "ex Falck" del comune di Sesto San Giovanni, di cui Penati era stato sindaco fino al 2001. Secondo l'accusa Penati avrebbe concesso permessi edilizi nell'area in cambio di denaro e finanziamenti.

La seconda vicenda riguarda l'acquisto, ritenuto non congruo, effettuato nel 2005 dalla Provincia di Milano del 15% della società Milano-Serravalle dal gruppo Gavio. L'affare, concluso ad un prezzo ritenuto non congruo, sarebbe stato accompagnato da una tangente versata a Penati e al suo capo di gabinetto. Sull'operazione, la Corte dei Conti si era già espressa in favore della Provincia.

Dopo l'inizio dell'inchiesta nel 2011 Penati, importante esponente del Partito Democratico e braccio destro di Pierluigi Bersani, aveva lasciato ogni incarico nel Pd e si era dimesso dalla carica di vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia.

Il reato di concussione relativo alle presunte tangenti sull'area Falck era stato dichiarato prescritto nel 2013 due mesi dopo l'avvio del processo, alleggerendo le posizioni di gran parte degli imputati. Secondo il pm Franca Macchia, titolare dell'accusa, proprio la prescrizione ha "sfasciato" il nucleo principale dell'inchiesta, rendendo più difficile il resto del processo.






Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2015 alle 17:13 sul giornale del 11 dicembre 2015 - 1607 letture

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