Iraq: l'Italia manda 450 soldati per proteggere la diga di Mosul

1' di lettura 17/12/2015 - Il governo italiano invierà nei prossimi giorni 450 soldati in Iraq, nei pressi di Mosul, città nel nord del paese controllata dall'Isis.

Lo ha annunciato mercoledì in tv il presidente del Consiglio Matteo Renzi. I soldati italiani non avranno il compito di combattere direttamente lo Stato Islamico, ma dovranno proteggere la diga di Mosul, controllata dai curdi, circa 40 km a nord della città. Si tratta comunque di una zona di guerra, molto vicino alla prima linea degli scontri tra peshmerga e Isis. Le truppe italiane affiancheranno le milizie curde che controllano l'area.

I militari dovranno garantire la sicurezza dei lavoratori dell'azienda italiana Trevi, di Cesena, che ha ottenuto l'appalto per i lavori di ristrutturazione della diga. L'impianto sul fiume Tigri, il più grande dell'Iraq, è stato seriamente danneggiato dai combattimenti tra curdi e Isis. I miliziani del Califfato avevano temporaneamente preso il controllo della diga nell'agosto 2014, ma erano stati scacciati dai peshmerga curdi, aiutati dai raid americani.

Il contingente di Mosul si aggiunge così ai 750 militari italiani già presenti in Iraq, impegnati in missioni di addestramento di soldati e agenti di polizia a Baghdad e a Erbil, capitale del kurdistan iracheno.






Questo è un articolo pubblicato il 17-12-2015 alle 16:44 sul giornale del 18 dicembre 2015 - 2631 letture

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