Approvata la riforma della governance Rai

rai 2' di lettura 22/12/2015 - La riforma della Rai è diventata legge: il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge varato dal governo e già approvato dalla Camera che modifica la governance del servizio radiotelevisivo pubblico.

Le novità più importanti del provvedimento sono l'introduzione della figura dell'amministratore delegato e la diversa composizione del consiglio di amministrazione. L’amministratore delegato avrà molto più potere rispetto all'attuale direttore generale: potrà infatti nominare direttori di rete, di testata e dirigenti senza il parere del Cda, e potrà firmare autonomamente contratti fino a 10 milioni di euro. Il parere del Cda diventa vincolante solo per le nomine dei direttori delle testate giornalistiche, e solo se i due terzi del consiglio sono contrari alla nomina.

L'amministratore delegato viene nominato dal Cda (che può revocarlo) su proposta dell'assemblea dei soci (cioè il ministero dell'Economia), e rimane in carica tre anni. Spetta all'ad provvedere all'attuazione del piano industriale e del piano editoriale e del preventivo di spesa annuale. Una norma transitoria assegna temporaneamente i poteri dell'ad all'attuale direttore generale Antonio Campo Dall'Orto.

Il Consiglio di amministrazione passa da nove membri, nominati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza, a sette membri: quattro eletti da Camera e Senato, due nominati dal governo e uno dall'assemblea dei dipendenti Rai. Il nuovo Cda verrà però nominato solo nel 2018: l'attuale è stato eletto lo scorso agosto con la legge Gasparri. Perde quindi potere la Commissione parlamentare di Vigilanza, che mantiene solo funzioni di indirizzo generale.

"Il Presidente del Consiglio aveva promesso di togliere la Rai ai partiti e restituirla ai cittadini, e invece l’ha messa alle dirette dipendenze del governo", hanno detto in un comunicato congiunto il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, ed il segretario dell’Usigrai Vittorio di Trapani.

La riforma inoltre estende la durata del contratto di servizio Rai a cinque anni, rispetto ai tre attuali, e introduce alcune cause di incompatibilità per i dirigenti. Per quanto riguarda la trasparenza, è prevista la pubblicazione dei compensi di dipendenti e dirigenti, tranne gli artisti, superiori ai 200mila euro.






Questo è un articolo pubblicato il 22-12-2015 alle 20:31 sul giornale del 23 dicembre 2015 - 8165 letture

In questo articolo si parla di politica, rai, marco vitaloni, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/arVr





logoEV