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Migranti: Europa pronta ad estendere i controlli alle frontiere per due anni

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Unione europea

I governi dei paesi membri dell’Unione europea sono pronti ad estendere per i prossimi due anni i controlli alle frontiere interne nell'area Schengen.

E' quanto emerge dalla riunione informale dei ministri degli Interni e della Giustizia europei in corso da lunedì 25 gennaio ad Amsterdam, convocata per discutere della crisi dei migranti e della stabilità del trattato di Schengen, che permette la libera circolazione dei cittadini all'interno dell’Unione Europea. Klaas Dijkhoff, il ministro per le migrazioni olandese, ha annunciato che i ministri hanno invitato la Commissione ad avviare le procedure per sospendere temporaneamente Schengen ed estendere i controlli alle frontiere.

Le procedure sono quelle previste dall'articolo 26 del Trattato di Schengen, che permette ai singoli stati membri, in casi di emergenza per la sicurezza nazionale, di richiedere alla Commissione Europea la sospensione temporanea del trattato e il ripristino dei controlli alla frontiera. Tale sospensione non può durare per più di sei mesi, estendibile per quattro volte. Il Consiglio dell’Unione Europea può inoltre approvare una sospensione collettiva del trattato per un massimo di due anni.

Attualmente sono sei i paesi europei che hanno reintrodotto i controlli alle frontiere: Francia, Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia. A maggio scadrà il termine della sospensione per Germania e Austria, i primi paesi a reintrodurre i controlli.



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Questo è un articolo pubblicato il 25-01-2016 alle 20:43 sul giornale del 26 gennaio 2016 - 5150 letture