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Rete Disarmo: un esposto contro le bombe vendute all'Arabia Saudita

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Rete italiana per il disarmo ha presentato un esposto in diverse Procure d'Italia per chiedere di investigare sulle spedizioni di bombe aeree all'Arabia Saudita.

Vendita che, secondo Rete Disarmo, violerebbe l'articolo 1 della legge 185 del 1990, che vieta l’esportazione di armamenti verso Paesi in stato di conflitto armato e che violano i diritti umani. Gli esposti sono stati presentati nelle Procure di Roma, Brescia, Verona e Pisa.

“Siamo giunti a questa decisione – scrive Rete Disarmo in un comunicato – a seguito delle continue spedizioni di tonnellate di bombe dalla Sardegna all’Arabia Saudita: bombe che servono a rifornire le Royal Saudi Air Force che dallo scorso marzo sta bombardando lo Yemen senza alcun mandato da parte delle Nazioni Unite".

L'ultimo carico di bombe, prodotte dall'azienda tedesca Rwm Italia, con sede legale a Ghedi (Brescia) e stabilimento a Domusnovas, in Sardegna, è partito dall'aeroporto di Cagliari lo scorso 16 gennaio, diretto alla base dell’aeronautica militare saudita di Taif, vicino alla Mecca.

A sostenere la denuncia di Rete Disarmo c'è un rapporto dell'Onu, stilato da un team di esperti e inviato al Consiglio di Sicurezza, che accusa la campagna militare saudita in Yemen di numerose violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. Secondo il documento, non ancora pubblicato ma visionato dal Guardian, l'aviazione saudita avrebbe condotto in Yemen "diffusi e sistematici" attacchi su obiettivi civili.



Questo è un articolo pubblicato il 28-01-2016 alle 20:21 sul giornale del 29 gennaio 2016 - 8515 letture