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Giappone: entra in vigore la riforma della difesa, le forze armate potranno intervenire anche all'estero

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E' entrato in vigore martedì 29 marzo in Giappone il pacchetto di leggi sulla sicurezza che permetterà alle truppe giapponesi di combattere in territorio straniero.

La legge, fortemente voluta dal premier Shinzo Abe, era stata approvata lo scorso settembre tra le dure contestazioni dei partiti di opposizione e le numerose manifestazioni di piazza che chiedevano il rispetto della costituzione pacifista del paese. La carta costituzionale giapponese del 1947 limita infatti le forze armate, chiamate "di autodifesa", a un ruolo strettamente difensivo.

Il nuovo pacchetto di leggi va a reinterpretare la costituzione, autorizzando il governo ad intervenire militarmente all'estero in caso di un attacco ai paesi alleati. Abe ha motivato l'introduzione della nuova legge con la necessità di adattarsi ai nuovi scenari geopolitici e rispondere con più efficacia alle minacce alla sicurezza giapponese, con particolare riferimento all'aggressività della Corea del Nord e al suo programma nucleare, e alle varie contese territoriali con la Cina, come quella relativa alle Isole Senkaku.

Proprio la Cina ha espresso preoccupazione per la nuova legge, accusando il primo ministro di minacciare la pace nella regione. I cambiamenti sono stati invece accolti con favore dagli Stati Uniti, principale alleato del Giappone. Numerosi sondaggi effettuati nei mesi scorsi hanno evidenziato che sul tema l'opinione pubblica giapponese è sostanzialmente divisa in due.



Questo è un articolo pubblicato il 29-03-2016 alle 19:28 sul giornale del 30 marzo 2016 - 2999 letture