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Libia: il governo di unità nazionale sostenuto dall'Onu è arrivato a Tripoli

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Dopo settimane di tentativi andati a vuoto il premier Fayez al Sarraj e i sette ministri membri del governo libico di unità nazionale sono finalmente riusciti ad arrivare a Tripoli, la capitale della Libia.

Partiti dalla Tunisia a bordo di alcune imbarcazioni militari, sono arrivati nella giornata di mercoledì nella base navale militare di Abu Seta, poco fuori Tripoli. Il governo di al Sarraj ha annunciato di aver assunto i pieni poteri a Tripoli, ma ha anche detto che utilizzerà come "sede temporanea" la base navale. Khalifa Ghweil, leader dell'autoproclamato governo di Tripoli, ha infatti minacciato l'arresto per tutti i membri del governo sostenuto dall'Onu, e nei giorni scorsi ha tentato di impedirne l'arrivo bloccando lo spazio aereo libico.

L'arrivo nella capitale del gabinetto di unità nazionale è un passo importante per la politica libica, accolto con grande soddisfazione dall'inviato speciale delle Nazioni Unite Martin Kobler, che ha detto come sia "urgente un pacifico e ordinato passaggio dei poteri" nel paese, ma non è decisivo. L'esecutivo di al Sarraj è stato costituito lo scorso 17 dicembre in Marocco, al termine di lunghi negoziati svolti sotto l'egida dell'Onu, a cui hanno preso parte diversi esponenti dei due parlamenti (Tripoli e Tobruk), membri della società civile e rappresentanti delle diverse milizie.

Il nuovo governo avrebbe dovuto superare il caos in cui versa il paese, diviso tra due governi e due parlamenti ( uno a Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, e uno a Tripoli, dominato dai Fratelli Musulmani) e unire i libici contro la crescente minaccia dello Stato Islamico. Ma l'esecutivo Sarraj è stato fin da subito osteggiato da entrambe le parti: nessuno dei due parlamenti ne ha finora riconosciuto la legittimità.

Il governo di unità nazionale non è appoggiato nemmeno dal generale Khalifa Haftar, comandante delle forze armate legate al governo di Tobruk. Militarmente il governo sostenuto dall'Onu è appoggiato solo dalle milizie di Misurata e della Tripolitania.

La sorte del governo di unità nazionale è particolarmente cara all'Unione Europea e agli Stati Uniti, i cui governi stanno da tempo parlando di un possibile intervento militare in Libia contro i miliziani dell'Isis. Per evitare quanto successo nel 2011 - la caduta nel caos della Libia a causa del vuoto di potere successivo ai bombardamenti occidentali e alla caduta del regime di Gheddafi - i paesi europei e gli Stati Uniti vogliono intervenire solo dopo la formale richiesta di aiuto di un legittimo governo libico che possa in seguito stabilizzare e normalizzare il paese.



Questo è un articolo pubblicato il 30-03-2016 alle 20:25 sul giornale del 31 marzo 2016 - 2339 letture