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Libertà di stampa, l'Italia scende al 77esimo posto

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L'Italia perde altre quattro posizioni nell'annuale classifica sulla libertà di stampa stilata dall'organizzazione Reporter Senza Frontiere (Rsf).

Il nostro paese scende dal 73esimo posto del 2015 al 77esimo del 2016 (su un totale di 180 Paesi). L'Italia è uno dei peggiori paesi in Europa: tra i 28 paesi dell'Unione Europea solo Grecia e Bulgaria fanno peggio. "Il livello della violenza (incluse violenze verbali, intimidazioni fisiche e minacce di morte) contro i giornalisti è allarmante", scrive Reporter Senza Frontiere. Secondo Rsf il peggioramento della situazione italiana è dovuta in parte anche al caso Vatileaks e al processo in Vaticano a carico dei giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi.

A livello globale la nuova classifica mostra come la situazione sia peggiorata quasi ovunque. "In tutto il mondo la libertà di stampa è in consistente e preoccupante declino", scrive Rsf nel rapporto. Tutti gli indicatori dell'Indice sulla libertà di stampa hanno mostrato un costante declino dal 2013 al 2016, in gran parte a causa delle strette autoritarie dei governi e alle situazioni di scarsa sicurezza in alcune aree del globo, come Yemen, Libia e Siria.

L'Europa continua ad aver di gran lunga i media più liberi, ma per la prima volta l'Africa supera l'America, condizionata dalle violenze crescenti nei paesi dell'America Latina, in particolare Venezuela, Colombia, Ecuador, Brasile e Honduras. A guidare la classifica è, per la quinta volta consecutiva, la Finlandia, davanti a Olanda e Norvegia. Nella top ten, dominata dai paesi del Nord Europa, ci sono anche Costa Rica (sesta) e Giamaica (decima). Situazione invariata nelle ultime posizioni, sempre occupate da Turkmenistan (178esimo posto), Corea del Nord (179esimo) ed Eritrea (180esimo).

Da segnalare il miglioramento della Tunisia, l'unico paese in cui la primavera araba ha portato ad una transizione democratica e non violenta, che sale di 30 posizioni. Spicca in negativo il crollo della Polonia (47esima), che perde 29 posizioni a causa della stretta sui media pubblici imposto dal nuovo governo ultra-conservatore.



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Questo è un articolo pubblicato il 20-04-2016 alle 15:43 sul giornale del 21 aprile 2016 - 2254 letture