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Ancona: delitto di via Crivelli, 18 anni di carcere per la ragazzina

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Il procuratore minorile aveva chiesto 18 anni e il giudice non ha fatto sconti. È arrivata poco fa la sentenza per la 16enne accusata di aver partecipato all’omicidio dei suoi genitori, Fabio Giacconi e Roberta Pierini.

La minore, tuttora reclusa nel carcere di Nisida, dovrà stare dietro le sbarre per 18 lunghi anni. Una stangata, visto che il processo si è svolto con il rito abbreviato, dove la pena – così come la richiesta di condanna – viene ridotta di un terzo. Per il tribunale dei minori, la 16enne partecipò quindi attivamente all’omicidio che avvenne lo scorso 7 novembre all’ultimo piano di via Crivelli 9. Sulla sua posizione è pesata come un macigno la ricostruzione della tragedia fornita agli inquirenti dall’ex fidanzato Antonio Tagliata, per cui ancora il pm non ha chiuso le indagini. Il 19enne ha sempre raccontato che è stata la ragazza ad incitarlo a fare fuoco contro la coppia. La prima ad essere colpita era stata la Pierini, poi era toccato al maresciallo dell’Aeronautica, freddato mentre stava tentando una disperata fuga sul terrazzino di casa. La sparatoria era andata in scena dopo che i due si erano incontrati a pochi passi da via Crivelli. Nell’androne del palazzo, lui le aveva mostrato la pistola con i caricatori e i proiettili. «Pensavo fosse finta» ha sempre sostenuto la minore. Poi, i due avevano raggiunto l’appartamento. Ad aprire la porta, la 16enne. Nei giro di pochi minuti, l’inferno. Il litigio, i colpi sparati e la fuga dei due innamorati interrotta alla stazione ferroviaria di Falconara. Per l’accusa, la ragazza non avrebbe fatto nulla per fermare la follia omicida del 19enne boxeur. Certo il ricorso in appello.



Questo è un articolo pubblicato il 26-07-2016 alle 19:43 sul giornale del 27 luglio 2016 - 1715 letture