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Decreto milleproroghe: stop agli autobus low cost

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FlixBus

Nel decreto milleproroghe approvato dal Senato la scorsa settimana - lo stesso che ha scatenato le proteste dei tassisti - è stato inserito un emendamento che rischia di bloccare il settore degli autobus interregionali low cost, arrivato in Italia nel 2015 con la startup tedesca Flixbus.

La norma inserita nel decreto stabilisce che le autorizzazioni per il servizio di trasporto in autobus rilasciate dal ministero dei Trasporti possono essere concesse solo agli “operatori economici la cui attività principale è il trasporto di passeggeri su strada". Flixbus (e la controllata Megabus) è una piattaforma online che non possiede autobus, ma che aggrega e mette in rete diverse aziende che offrono il servizio di trasporto interregionale e internazionale. La società verrebbe quindi di fatto esclusa dalla possibilità di ottenere l'autorizzazione.

La norma è stata presentata da quattro senatori iscritti al gruppo Conservatori e Riformisti, formazione composta da fuoriusciti da Forza Italia guidati dall'ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto. L'emendamento è stato approvato in commissione ed ha ricevuto parere positivo dal ministero dei Trasporti.

Dopo il passaggio al Senato, il milleproroghe verrà votato e approvato con la fiducia giovedì alla Camera. L'Italia si appresta quindi a divenire l’unico Paese europeo a non essere servito da Flixbus, che ha reso più economico e competitivo il mercato del trasporto passeggeri su gomma sulle lunghe distanze.

Accusata di concorrenza sleale dall'Anav, l'associazione nazionale autotrasporto viaggiatori, la società tedesca è diffusa in 20 paesi e raggiunge quasi mille città diverse. Da due anni in Italia, Flixbus collega circa 120 città.



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Questo è un articolo pubblicato il 22-02-2017 alle 19:48 sul giornale del 23 febbraio 2017 - 12479 letture