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Mascherine, i casi in cui sarà obbligatorio indossarle

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Ecco come cambierà il mondo dopo il lockdown.

Sarà obbligatorio coprire naso e bocca anche con semplici mascherine di stoffa e stare a distanza di sicurezza di almeno 1 metro. Gli aeroporti e le stazioni ferroviarie saranno dotati di termoscanner in grado di individuare in real time chi abbia una temperatura corporea sopra la norma.

Sta per esplodere un nuovo mercato, quelle delle mascherine anti virus, ma come assicura Arcuri: “Avranno un prezzo massimo e si troveranno sempre”.

La fase 2 è alle porte ed iniziano a circolare da più fonti indiscrezioni a proposito di come si potrà uscire. Mascherine obbligatorie su autobus, treni, tram e ogni altro mezzo pubblico. Potranno essere “fatte in casa” o comprate, purché indossate obbligatoriamente.

Non solo, le zone di agglomeramento, come le piazzole di attesa del bus, saranno strutturate in modo tale da distanziare le persone. Sarà inoltre presente un dispenser con del disinfettante per le mani. Uffici e negozi allungheranno o accorceranno i loro orari per evitare assembramenti nelle ore di punta.

Le mascherine saranno comunque prerogativa fondamentale per uscire di casa, ma, al contrario di come successo finora, saranno facilmente reperibili.

Lo asserisce Domenico Arcuri, il Commissario straordinario per l’emergenza che ha sottolineato che ogni Regione ha in magazzino 47 milioni di mascherine a fronte dei 138 milioni di mascherine distribuite. Sarà siglato un accordo con 2 imprese italiane per la realizzazione di macchinari acquistati dallo Stato atti alla produzione di quasi 800 mila mascherine al giorno. Non mancheranno quindi le mascherine per i cittadini e saranno disponibili a prezzi non proibitivi.

“Siamo pronti a distribuire tutte le mascherine che serviranno per gestire la fase 2. Nelle prossime ore, fisseremo il prezzo massimo al quale le mascherine potranno essere vendute. Lo faremo sia con riferimento al prezzo d’acquisto, che con riferimento al prezzo finale con aliquota fiscale. Ne distribuiamo un numero sufficiente per le regioni affinché ne mettano da parte una quota. Stiamo anche lavorando per ridurre fino ad azzerare le importazioni”, conclude Arcuri che si lascia andare anche un’altra promessa: “Arriveremo presto a produrre almeno 25 milioni di mascherine al giorno”.



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Questo è un articolo pubblicato il 26-04-2020 alle 19:00 sul giornale del 27 aprile 2020 - 981 letture