Grave perdita di turisti stranieri per l'Italia, mancano gli incentivi

1' di lettura 16/06/2020 - Si dice che chi immagina che i turisti stranieri abbiano messo una croce sull’Italia si sbaglia. Eppure, nonostante la Commissione Ue abbia stabilito la riapertura delle frontiere interne dal 15 giugno e si vada, al 1° luglio, verso una riapertura progressiva di quelle esterne, il calo di presenze sarà inevitabile.

Attingendo a fonti diverse si definisce una situazione che, pur nell’incertezza che caratterizza il momento: l’Italia, Paese che deve al turismo circa il 13% del Pil, quest’anno accoglierà una porzione molto ridotta di turisti internazionali. Secondo l’Enit i visitatori internazionali che pernottano dovrebbero diminuire del 49% e si tornerà ai livelli pre Covid-19 nel 2023; secondo un’indagine di Demoskopika/Statista,il calo degli arrivi si fermerà a quota 29 milioni, con il Veneto, Lombardia, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna nella top five delle Regioni più colpite. Per recuperare terreno, al momento, non ci sono incentivi stile bonus vacanze, pensato invece per stimolare il turismo interno, né progetti “di sistema”. Valgono le iniziative delle singole Regioni, sia in termine di promozione sia, per esempio, di notti regalate a fronte di una prenotazione o delle singole strutture. Tra l'altro secondo l’ultimo report sul turismo internazionale della Banca d’Italia, le entrate per viaggi internazionali nel 2019 hanno raggiunto i 44,3 miliardi di euro, in salita del 6,8% rispetto al 2018. Inevitabilmente, il 2020 sarà un anno nero anche da questo punto di vista: secondo le stime di Demoskopika/Statista solo le prime 10 nazionalità per calo della spesa faranno perdere oltre 6 miliardi di euro.






Questo è un articolo pubblicato il 16-06-2020 alle 22:51 sul giornale del 18 giugno 2020 - 282 letture

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