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Torino: utilizzava account clonati per fare la bella vita

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Dalla Polmare di Civitavecchia era giunta una segnalazione urgente alla Sala Radio di Torino riguardante un cittadino italiano che si era recato in quella sede per denunciare che la sua identità (su una famosa applicazione per le ordinazioni di cibo a domicilio), era stata clonata.

Qualcuno, a Torino, aveva appena ordinato e pagato, infatti, con la sua carta di credito una lauta cena in un ristorante giapponese. Gli agenti della Squadra Volante recatisi nell’albergo presso cui stava avvenendo la consegna, intercettavano il destinatario. Era un 23enne italiano, residente in Francia: il giovane aveva ordinato alcune portate di sushi, della lattine di the e una bottiglia di un pregiato champagne. Nella sua camera veniva rinvenuta una seconda bottiglia di champagne ancora confezionata risalente a qualche giorno prima.

Gli accertamenti degli agenti scoprivano che l’uomo da circa 1 mese faceva acquisti tramite applicazioni on line, utilizzando degli account clonati, le cui credenziali di accesso vengono fornite da un contatto social in cambio di una somma di denaro. Utilizzando gli account clonati, circa una decina, il giovane disoccupato riusciva ad acquistare gratuitamente ogni tipo di bene. Spesso ordinava anche alcolici pregiati per poi rivenderli al mercato nero, al fine di procurarsi del denaro. Il giovane è stato arrestato per frode informatica.



Questo è un articolo pubblicato il 13-11-2020 alle 10:45 sul giornale del 14 novembre 2020 - 477 letture