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Covid-19, l'annus horribilis delle imprese: previsioni cupe anche per il primo trimestre 2021

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La crisi sanitaria prodotta del coronavirus ha avuto forti ripercussioni negative sul fronte imprese.

Secondo i dati Istat, almeno 73.000 imprese hanno chiuso i battenti, ovvero il 7,2% del totale. Le grigie stime che arrivano da Confcommercio, prevedono che il trend negativo continuerà anche nei primi tre mesi del 2021. Previsioni che parlano di chiusura definitiva per oltre 390mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato. Il tutto, non certo compensato dalle 85mila nuove aperture. Un "rosso" del tessuto produttivo in questi settori, che ammonterebbe ad un -11,3%, pari a quasi 305mila imprese.Di queste, 240mila, proprio a causa della pandemia.


Pe Confesercenti a causa del Covid, il futuro non è certo più roseo: a rischio chiusura ci sarebbero 150 mila imprese del terziario (80mila nel commercio e 70mila nel turismo) e per Confartigianato un'impresa su 5 (il 21%) è soggetta a rischi operativi e avrà difficoltà nel proseguire l’attività nei prossimi mesi.

Attraverso gli aiuti governativi e gli ammortizzatori sociali, molte imprese stanno "vivacchiando", ma con il nuovo anno, il rischio di licenziamenti o di chiusure sarà concreto: la crisi di liquidità, l'aumento del debito bancario e il calo del fatturato mostrano tutta la difficoltà operativa delle aziende.



Questo è un articolo pubblicato il 28-12-2020 alle 16:40 sul giornale del 29 dicembre 2020 - 387 letture