L'appello delle Ong: "rendere pubblici i brevetti". Nei Paesi poveri, solo 1 su 10 sarà vaccinato

3' di lettura 08/02/2021 - Se non si aumenteranno i produttori di vaccini, a farne le spese saranno le aree del mondo più indigenti: i 50 Paesi più ricchi del mondo hanno acquistato il 60% delle dosi disponibili di Pfizer, Moderna e AstraZeneca.

L'atteggiamento delle grandi aziende farmaceutiche – in primis Pfizer, Moderna e AstraZeneca – sta sollevando una querelle di caratura internazionale sul modo in cui stiamo tentando di condurre la popolazione verso l’immunità di gregge contro il Covid-19. Nonostante i finanziamenti per i vaccini anti Covid siano pubblici, i brevetti per la loro produzione restano privati. Nei Paesi poveri solo una persona su 10 sarà vaccinata contro il Covid-19 entro il 2021. E le Ong lanciano appelli per rendere pubblici i brevetti.

"Il nazionalismo dei vaccini danneggia tutti e non protegge nessuno". È il titolo di un intervento vergato da Tedros Adhanom Ghebreyesus, numero uno dell’OMS, uscito su Foreign Policy. A farne le spese sarebbero scontatamente i Paesi in via di sviluppo. Oltre alla questione etico-morale, a dover essere messa in discussione sarebbe quella relativa all’efficacia del metodo: secretare le licenze è davvero la strada giusta per immunizzare la maggior parte della popolazione mondiale? Secondo molte Ong e organizzazioni civili, la risposta è decisamente "no".

Come ribadito anche dall’Oxfam – l'Organizzazione internazionale che si prefigge di salvare le vite nelle emergenze e denunciare le cause di ingiustizia e disuguaglianza – affidare solo alle tre aziende di Big Pharma l’attuale produzione delle dosi, non è la strategia migliore per raggiungere l’obiettivo. Secondo quanto dichiarato da Pfizer, Moderna e AstraZeneca, queste tre case farmaceutiche da sole hanno in programma di produrre entro il 2021 dosi sufficienti per vaccinare circa un terzo della popolazione mondiale. In realtà, però, le proporzioni ci restituiscono una ben diversa prospettiva: i Paesi ricchi hanno acquistato molte più dosi di quante non ne servano per vaccinare i loro abitanti, la cifra reale della popolazione mondiale coperta è molto inferiore.

Secondo i report dell’Oms, i paesi ricchi – che ospitano appena il 16% della popolazione mondiale – hanno acquistato oltre il 60% della fornitura complessiva dei vaccini. E mentre questi Paesi mirano a vaccinare il 70% della loro popolazione entro l’estate, il piano Covax fatica ad arrivare a una fornitura che garantisca almeno una copertura del 20% della restante popolazione mondiale entro il 31 dicembre.

I clienti privilegiati di Big Pharma sono i Paesi che possono avanzare la migliore offerta. Solo AstraZeneca per ora ha stretto alcuni accordi con le aree in via di sviluppo.

Non si hanno ancora dati certi sui finanziamenti pubblici: secondo Bloomberg, Big Pharma ha ottenuto oltre 20 miliardi di dollari solo dalla Ue e per Lois Chingandu, direttrice dell’Ong Frontline AIDS, ci sono in gioco complessivamente 100 miliardi di dollari e in un solo anno Pfizer, Moderna e AstraZeneca sono destinate a registrare entrate di oltre 30 miliardi di dollari.

Stando ad un rapporto redatto già a dicembre 2020 dalla People’s Vaccine Alliance "se non si abbandona la strada dei brevetti e dei profitti sulla pandemia, in molti Paesi in via di sviluppo solo una persona su 10 riceverà la dose. Il 90% della popolazione più povera, quindi, rimarrà senza copertura vaccinale contro il Coronavirus nel 2021".

Per quanto riguarda l’Africa in generale, il progetto Covax ha assicurato al continente almeno 600 milioni di dosi entro la fine del 2021, numero che però sarà sufficiente solo a vaccinare gli operatori sanitari.

Nel contempo, in India, esistono almeno altri 20 produttori che, se avessero la licenza, sarebbero in grado di realizzare e distribuire i vaccini, arricchendo enormemente la somma di dosi prodotte e distribuibili in diverse parti del mondo. Secondo l’Unicef, solo il 43% della capacità dichiarata di produzione nel mondo è attualmente in funzione per produrre i vaccini approvati.






Questo è un articolo pubblicato il 08-02-2021 alle 11:10 sul giornale del 09 febbraio 2021 - 222 letture

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