Il virologo Galli in linea con Ricciardi sulla variante inglese: "Le regioni a colori non funzionano. Lockdown rigoroso e vaccinazioni"

3' di lettura 16/02/2021 - È tornato a parlare il virologo Massimo Galli, Direttore della Divisione Clinicizzata di Malattie Infettive -Unimi- dell'ospedale Sacco di Milano, e lo ha fatto attraverso una intervista rilasciata alla carta stampata.

Il Professor Galli è stato subito perentorio e tassativo: "Era solo una questione di tempo: nelle ultime due settimane abbiamo osservato una serie di mutazioni del virus e fra queste quella inglese sembra aver preso il sopravvento. Più alto è il numero dei contagiati maggiore è la possibilità che il virus muti. I dati che abbiamo a disposizione necessitano di un approfondimento maggiore. Ma è chiaro che il virus circola ancora. E molto. Sembra che per ora - ha detto Galli - il vaccino sia abbastanza efficace contro la variante inglese sebbene questa sembri colpire di frequente anche i minori. Ma certamente non si deve venir meno a misure di restrizione che in questo momento restano fondamentali. Più i tempi si dilatano, più il virus ha la possibilità e capacità di mutare".

Il virologo non si è discostato dal pensiero del tanto contestato Walter Ricciardi, il consigliere del ministero della Salute: "Come si fa a non concordare con quanto sostiene Ricciardi? Ricciardi è stato attaccato polemicamente nella sua veste di consulente del ministro. Ma, francamente, ha detto la verità. Inoltre, quello che stiamo osservando in questi giorni dimostra che il sistema di controllo a colori nelle Regioni non può funzionare. La coperta è corta: te la porti sul naso e ti scopri i piedi. È una soluzione che si è dimostrata insufficiente e inefficace in un contesto in cui stiamo osservando frequenti varianti di un virus che continua a farci sorprese ma che poi, agli occhi di addetti ai lavori attenti, tanto sorprese non sono. Rispetto ad altri virus a Rna questo virus non muta molto; se mutasse troppo infatti andrebbe incontro a un crash ma muta abbastanza per crearci dei problemi. Parallelamente allo sviluppo naturale delle mutazioni del virus, sono andati avanti anche dei test e studi scientifici. Per esempio sui topi è stato notato che a un certo punto il virus ha fatto una mutazione del 501y, vale a dire quella tipica della variante inglese. Ma non è tutto».


"In Italia, alcuni studi condotti sul plasma iper-immune - ha sottolineato Galli - hanno mostrato una mutazione del 484k che è quella caratterizzante delle varianti brasiliana e sudafricana. Insomma: questo per dire che il virus, se sotto stress, si modifica e che gli addetti ai lavori si aspettavano queste sorprese. Quando si è cominciato a studiare la diffusione del virus in Brasile, - ha evidenziato il professore - specie nei luoghi che trasudano avventura e divertimento, si è visto che l'epidemia era galoppante grazie anche alla sottovalutazione del governo brasiliano. Questo ha portato all'immunità di gregge? No, semplicemente alla mutazione del virus, alla variante brasiliana che a causa del lassismo con cui l'epidemia è stata lì contrastata, ha consentito al virus di mutare".

La soluzione per uscirne, secondo il virologo Massimo Galli, sta tutta in questo percorso obbligato: "La ricetta è questa: compagna massiccia di vaccinazione e rigoroso regime di restrizioni. Queste misure vanno adottate contemporaneamente, ricordando che ci sono anche alcune falle importanti: allo stato attuale, non abbiamo ancora un vaccino autorizzato per i minori di 16 anni".






Questo è un articolo pubblicato il 16-02-2021 alle 09:50 sul giornale del 17 febbraio 2021 - 436 letture

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