Draghi al Senato: "Lotta al virus priorità, abbiamo la responsabilità della ricostruzione"

3' di lettura 17/02/2021 - Mario Draghi, chiedendo la fiducia in Senato, è stato categorico: la priorità è la lotta al virus.

"Combattere la pandemia è responsabilità nazionale, una trincea dove combattiamo tutti insieme. Ci impegneremo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole". Questo, in primis, il pensiero del neo premier Draghi che ha poi aggiunto una nota personale: "Vorrei ringraziare, ancora una volta il presidente della Repubblica per l’onore dell’incarico che mi è stato assegnato, vorrei dirvi che non vi è mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia". L'economista-premier ha poi omaggiato con un pensiero il suo predecessore Giuseppe Conte, "che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall’Unità d’Italia".

"Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell’immediato Dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione. L’Italia - ha detto Draghi - si risollevò dal disastro della Seconda Guerra Mondiale con orgoglio e determinazione e mise le basi del miracolo economico grazie a investimenti e lavoro. Nella fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale. A quella Ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Sono certo che anche a questa Nuova Ricostruzione nessuno farà mancare, nella distinzione di ruoli e identità, il proprio apporto. Questa è la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti".

L'ex presidente della Bce, nel suo discorso programmatico, ha aggiunto: "Esprimo davanti a voi, che siete i rappresentanti eletti degli italiani, l’auspicio che il desiderio e la necessità di costruire un futuro migliore orientino saggiamente le nostre decisioni. Nella speranza che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto, anche qui in questa aula, ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo".

"Si è detto e scritto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito, - ha affermato il neopresidente - di non essere d'accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell'avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità. Senza l'Italia non c'è Europa ma fuori dall'Europa c'è meno Italia: dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell'Unione europea".

Sulla scuola ha sottolineato: "Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall'esperienza vissuta dall'inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza". Draghi, ha ribadito anche la necessità di investire nella ricerca, puntando all'eccellenza. Quanto alle riforme urgenti richieste dal Recovery plan, Draghi ha citato quella sugli investimenti pubblici, la revisione dell'Irpef per semplificare il sistema di tassazione, la riforma della pubblica amministrazione e della giustizia per aumentarne l'efficienza.






Questo è un articolo pubblicato il 17-02-2021 alle 11:28 sul giornale del 18 febbraio 2021 - 342 letture

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