Mal di schiena: fino a 50 anni l'artroplastica tra le possibili soluzioni

1' di lettura 17/02/2021 - Una delle possibili soluzioni ad un problema di salute che riguarda un ampio numero di pazienti, ovvero quello del mal di schiena, può venire da un intervento definito "artroplastica", in special modo per la lombalgia cronica.

Similarmente alle protesi dell'anca o del ginocchio, si effettua una sostituzione: nello specifico, quella del disco intervertebrale degenerato e fuori uso, con un dispositivo biomeccanico mobile, in parole povere, una protesi discale per ripristinare il movimento della colonna vertebrale.

Illustra la tecnica il dottor Raffaelino Roperto, neurochirurgo lametino, responsabile della Chirurgia Vertebrale dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma: "La metodica prevede un'incisione cutanea di pochi centimetri lungo la linea ascellare media, sotto controllo radioscopico e monitoraggio neurofisiologico continuo. Per via transmuscolare si raggiunge il piano vertebrale, dove si procede alla sostituzione del disco degenerato con una protesi. È una procedura richiesta prevalentemente da pazienti giovani e attivi che soffrono di lombalgia cronica e che non hanno avuto risultati dal trattamento cosiddetto conservativo. Non tutti possono usufruire di tale intervento: l'età deve essere compresa tra i 18 e i 50 anni, i pazienti - aggiunge il dottor Roperto - devono avere una patologia degenerativa sintomatica del rachide lombare, in assenza di segni di artrosi. E la Risonanza Magnetica deve aver verificato una riduzione di altezza da parte del disco intervertebrale. Vi sono poi alcune vertebre specifiche che devono essere colpite (L1-L2; L2-L3; L3-L4; L4-L5). Nel caso di pazienti giovani e sportivi, si ottiene, mediante l'intervento, un significativo e duraturo sollievo dalla lombalgia e l'attività sportiva può essere ripresa entro i primi 3-6 mesi".






Questo è un articolo pubblicato il 17-02-2021 alle 12:35 sul giornale del 18 febbraio 2021 - 246 letture

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