Vaccini anti-covid, il fondatore di BioNTech: "Necessaria una terza dose di Pfizer"

2' di lettura 29/04/2021 - Il siero sembra funzionare anche contro le varianti, compresa quella indiana. Intanto in Europa l'immunità di gregge è prevista entro agosto.

"Un'ulteriore dose di vaccino Pzifer - dice il fondatore di BioNtech Ugur Sahin - ci permetterà di essere protetti più a lungo contro il Coronavirus e le sue varianti. Non ci si può dimenticare dell'esistenza del Covid, ma dobbiamo prepararci a una nuova normalità in cui ci abitueremo a convivere con il virus. Entro giugno sarà vaccinato il 50-60% della popolazione in Europa. A quel punto ci potranno essere alleggerimenti delle misure restrittive per la maggior parte delle persone. Per l'Europa, un bel traguardo in questa direzione sarebbe il raggiungimento dell'immunità di gregge, previsto entro agosto".

"Nel tempo - sottolinea Sahin in conferenza stampa - la protezione del vaccino contro il virus diminuisce, con il calo degli anticorpi. Sarà necessaria una terza vaccinazione. La terza dose dovrà venire somministrata da un minimo di 9 mesi a un massimo di un anno dalla seconda inoculazione". Pfizer e BioNTech hanno perciò annunciato di aver avviato una valutazione della sicurezza e dell’immunogenicità di un'eventuale dose aggiuntiva del siero BNT162b2.

Il ricercatore tedesco si è detto fiducioso sull'efficacia del suo vaccino contro la variante indiana che sta mettendo a durissima prova il subcontinente asiatico, e, secondo l’Oms, è già stata individuata in almeno 17 Paesi, tra cui l’Italia: "Stiamo ancora testando la variante indiana, ma ha mutazioni che abbiamo già testato e contro le quali il nostro vaccino funziona, quindi sono fiducioso. Abbiamo creato una specie di fortezza che è molto difficile superare - sostiene lo scienziato - e, nel caso qualche variante riesca nell’impresa, si può sempre modificare il prodotto".

"Questo significa che ci si potrà proteggere dal virus e che si tornerà a muoversi liberamente, ma anche che ci saranno persone che non sono vaccinate, magari perché non vogliono o che a causa di un cattivo sistema immunitario sono ancora a rischio. Dobbiamo fare attenzione anche a loro - sottolinea Ugur Sahin -. Non escludo che ci potranno essere altri piccoli focolai. Non dovremmo perciò dimenticarci dell’esistenza del Covid".






Questo è un articolo pubblicato il 29-04-2021 alle 09:31 sul giornale del 30 aprile 2021 - 2429 letture

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