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“Senza arte né parte”: Dalmazio Frau scandaglia l'enigmatica identità dell'arte di oggi

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A Dalmazio Frau, scrittore, giornalista, conferenziere, studioso di arte e di ermetismo, dobbiamo questo “Senza arte né parte” (Chieti, Tabula fati ed., 2020, e. 12,00). Raccolta (dal titolo che riprende, ironicamente, un celebre detto popolare) di articoli in parte inediti, e in parte già usciti su varie testate, tra il 2004 e il 2012.E che è stata presentata, ultimamente, a Roma alla libreria "Hora felix" di Via Reggio Emilia, da tempo nota come luogo d'incontro di utenti dalle piu' varie formazioni, ma accomunati dalla stessa passione per la cultura non "irreggimentata" nè "organica".

Gli articoli hanno in comune una forte critica a quella che oggi, in sintesi, è da definire la “finanziarizzazione dell’arte”: cioè l’estensione appunto al campo artistico (iniziata, in realtà, già a fine ‘800, ma paurosamente accelleratasi negli ultimi decenni) di quel processo di degenerazione economicistica di tante attività umane già individuato, per la politica, da pensatori di varia estrazione, ma accomunati da una netta contrarietà alla mercificazione dell’uomo, come Marx, Schmitt e, in parte, Nietzsche.

Anche “qui, nell’arte contemporanea”, scrive, nella presentazione, la critica Simonetta Bartolini, oggi “Il mercato crea l’estetica (quando, osserviamo, al massimo dovrebbe essere il contrario, N.d.R.) diffondendo opere ed artisti che rinunciano (per furbizia? per incapacità? per convenienza?) al talento dell’ ”artifex” a favore di quello del “broker “ (probabilmente lo fanno per tutti questi motivi insieme, ancora N.d.R.). Leggendo queste righe, pensiamo immediatamente alla tela tagliata da Fontana, alle sedie mezze sconocchiate visibili in certi musei d’arte contemporanea e spacciate per opere d’arte (per non parlare della “merda d’artista” di Piero Manzoni: che aveva però una sua spiegazione, in chiave polemica contro la lottizzazione politica anni ’70 persino dell’accesso alle Biennali). Il taglio sulla tela, scrive ancora la Bartolini, “chiunque puo’ farlo, “ma il gesto fatto dall’artista non è la stessa cosa”, dicono i critici complici di un mercato che vuole prodotti finanziari da gettare nella borsa dell’arte, come i titoli tossici che intasano l’economia bancaria (e bisogna sempre chiedersi, “cui prodest?”, Ovvero, chi ci guadagna?)”. Fenomeno del resto presente, aggiungiamo, da decenni anche in letteratura: quante volte abbiamo visto uscire, sul mercato librario, scritti decisamente mediocri – nel migliore dei casi - che, solo per essere opera di grandi nomi (“Aliquando, et valens Homerus dormitat”, e questo di per sé è naturale), vengon presentati, a tamburo battente, come grandi capolavori?

La bellezza prigioniera”, “Alla fiera dell’arte”, “Di artisti, grafici e altri mostri”, “I pastelli di Cimabue”, “Magie e fantasmi”,” Giovanni, Maria Maddalena e il segno del comando”, “Non è tutta arte quella che si dipinge”. Sono solo alcuni dei quasi 20 scritti (con titoli che, spesso, sono già tutto un programma) di questa raccolta di Frau. Autore che alla degenerazione economicistica delle arti contemporanee contrappone un’idea dell’arte (socratica, diremmo, anche se il filosofo di Atene non amava troppo l’arte; o, meglio, crociana) intesa sì come espressione sentimentale immediata, ma anche come paziente ricerca del bello, del giusto, del fantastico, dell’infinito. Rifiutando, al tempo stesso, l’altro luogo comune d’una contrapposizione a priori tra arte e intelligenza, arte e filosofia, arte e ragione (contro il quale, osserva Frau, basta ricordare gli esempi concreti di Leonardo, Lorenzo Lotto, Filippo Brunelleschi, Adriano Graziotti).

Non è affatto, il messaggio di questi scritti, una protesta a priori contro il mondo moderno, fatta da un “laudator temporis acti”: ma un appello all’uomo, e al cittadino, moderno perché si renda conto delle incredibili mistificazioni del concetto di arte che avvengono oggi, e di quel che occorre fare per incana lare nuovamente in senso costruttivo l’arte stessa.



Questo è un articolo pubblicato il 05-07-2021 alle 13:10 sul giornale del 06 luglio 2021 - 163 letture