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Il Teatro Quirino presenta la nuova stagione 2021- '22, nel segno della speranza e della voglia di ripartire

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"E quindi uscimmo a riveder le stelle". "Questo celeberrimo verso di Dante - spiega Geppy Gleijeses, Presidente del teatro "Quirino" (che ha festeggiato recentemente i suoi 150 anni) - indica in pieno lo stato d'animo con cui, pandemia permettendo, ci apprestiamo ad iniziare in autunno la nuova stagione, 2021 - '22, del "Quirino". Nel segno veramente - com'è per tutto il Paese - della speranza, della resilienza e della voglia di ripartire". Stagione che è stata presentata alla stampa lunedì 12 luglio.

La nuova stagione dovrebbe iniziare con una sorta di anticamera (o meglio, precisa Gleijeses, di "Camera di compensazione") che andrà dal 24 settembre al 31 ottobre, anche nella speranza che le restrizioni finiscano del tutto e la capienza del teatro possa essere utilizzata in pieno. Saranno, sino al 31 ottobre, altri 7 spettacoli solo apparentemente "minori", ma destinati a fare un po' da "battistrada" agli altri.

La stagione vera e propria inizierà martedì 2 novembre, per concludersi il 15 maggio. Con una galleria di grandi nomi, vecchi e nuovi: come attrici e attori, Vanessa Gravina, Emilio Solfrizzi, Rosario Coppolino, Enrico Guarneri, Pippo Pattavina, Mariangela D'Abbraccio, Maurizio Micheli, Lucia Poli (sorella del mitico Paolo), Geppy Gleijeses stesso, Alessandro Haber, Paola Quattrini, Gianluca Ramazzotti, Antonio Catania, Leo Gullotta, Paolo Bonacelli, Pino Quartullo, Debora Caprioglio, e, per la prima volta al Quirino, Carlo Buccirosso ("che davvero definirei", ha precisato Gleijeses, "in tutto l'erede di Peppino De Filippo"), e tanti altri. Come registi, Gabriele Lavia, Roberto Valerio, Guglielmo Ferro (figlio del grande Turi), Pierluigi Pizzi, Pietro Garinei (rivisto da Luigi Russo), Marco Paolini, Moni Ovadia, Emilio Solfrizzi. il giovane Leo Muscato e, anche qui, tanti altri.

Non possiamo, ovviamente, soffermarci su tutti gli spettacoli (una ventina circa) del nutrito cartellone: ma vogliamo ricordarne alcuni di forte rilievo, come il "Processo a Gesu'" di Diego Fabbri (dal 12 al 17 aprile, per Pasqua), con Paolo Bonacelli e Marilu' Prati, per la regìa di Gleijeses Sr.: shakespeariana situazione di "teatro nel teatro" (la rappresentazione del processo a Cristo fatta da un gruppo di attori ebrei scampati alla Shoah, negli anni '50: dove s'intersecano i fantasmi di 1900 anni prima e del passato recente). E poi "Le troiane", di Euripide, il "Tartufo" di Molière, "Ulisse Filò", di Marco Paolini (ironica rivisitazione del mito di Ulisse, còlto nel suo viaggio finale, post - strage dei Proci, per avere il perdono di Poseidone, cui ha accecato il figlio Polifemo). E ancora Molière, col "Malato immaginario", e "L'ispettore generale", di Gogol: pungente satira della burocrazia della Russia zarista (che, tra l'altro, nei primissimi anni '60 ispirò a Luigi Zampa "Anni ruggenti", film con un grande Nino Manfredi, che ambientava la stessa vicenda in Italia nel Ventennio). Infine, il ritorno dell'operetta, con l'immortale "Vedova allegra", di Lehar.

In chiusura, Laura Mazza, funzionaria della UE, progettista per la Commissione Europea, ha illustrato i punti principali di un progetto europeo (che avrà sede operativa proprio al Quirino) vòlto a creare una Accademia teatrale per la formazione non di attori o registi, ma di professionisti specializzati in produzione e realizzazione di spettacoli teatrali dal vivo. "Due professionalità - ha precisato Gleijeses Sr. - che da sempre, si può dire, sono purtroppo trascurate, e di cui invece non potrà piu' fare a meno, a un livello qualificato, il teatro del Duemila"..



Questo è un articolo pubblicato il 12-07-2021 alle 19:50 sul giornale del 13 luglio 2021 - 137 letture