25 e 26 Dicembre: la nascita di Cristo, la morte di Stefano, primo martire cristiano

6' di lettura 27/12/2021 - Il 25 Dicembre è il giorno che quasi tutto il Cristianesimo, per convenzione (non infondata, come ora vedremo), ritiene data esatta della nascita di Gesu' il Cristo. Ma come si è giunti a stabilire questa data? In nessuna delle fonti disponibili su Gesu', cristiane e non, troviamo un'indicazione precisa dell'anno e del giorno di nascita dell' uomo-Dio di Nazareth (così come, osserviamo, del suo aspetto fisico). Paradossalmente, gli stessi Vangeli (dei quali, solo Matteo e Luca parlano della nascita di Cristo) mostrano uno scarso interesse a tramandare l'esatto giorno della venuta al mondo di Gesù. Dato, in fondo, non essenziale per gli obiettivi degli evangelisti (compreso Luca, che pure, sin dal prologo del suo Vangelo, dichiara di voler narrare i fatti con la massima accuratezza): obbiettivi che, non dimentichiamo, sono essenzialmente teologici e kerigmatici, non storici.

Tale ritrosia era condivisa dai primi cristiani, che tendevano a festeggiare il Battesimo di Gesù o l'Epifania (considerati "equivalenti" e collocati spesso nella stessa data, in quanto punti d'avvio della rivelazione della divinità di Cristo), piu' che il "dies natalis". Ad ogni modo, le prime notizie sulla data di nascita del Cristo risalgono circa all'anno 200 d. C., ma sono rare, contraddittorie o di difficile interpretazione. Solo Ippolito di Roma, teologo e scrittore cristiano (170- 235 d. C.), collocava sin d'allora la nascita al 25 dicembre. La festa liturgica del Natale, poi, è relativamente tarda (del IV secolo d.C., pochi decenni dopo la vittoria di Costantino su Massenzio e la legalizzazione del Cristianesimo con L'Editto di Milano, 313 d.C.), quindi la collocazione del dies natalis di Gesu'al 25 dicembre sarebbe dovuta, secondo la maggioranza degli storici, a considerazioni pratiche: ma quali?

L'innesto delle nuove credenze cristiane nel corpus del calendario e delle tradizioni popolari romane avrebbe fissato la commemorazione della natività di Cristo nei giorni delle antiche feste invernali dedicate a Saturno, i Saturnali: secondo alcuni studiosi, probabilmente perché erano feste che segnavano la fine di un tempo, ed anche perché era loro caratteristica la temporanea abolizione delle differenze sociali, e l'inversione dei ruoli tra schiavi e padroni. La data - rilevano altri - si adattò, inoltre (sostanzialmente inglobandola, per poi cancellarne, "orwellianamente", la memoria), alla festa principale del Dio solare Mitra, dal culto molto diffuso a Roma. Festa che coincideva col solstizio d'inverno, il quale, nel vecchio calendario giuliano (precedente il successivo calendario gregoriano, quello tuttora usato), cadeva proprio il 25 dicembre, celebrando le "nozze" della notte più lunga col giorno più corto dell'anno..

Secondo alcuni studiosi, comunque, la data del 25 dicembre potrebbe almeno avvicinarsi a quella vera: calcolata grazie al "Calendario di Qumran" e all'individuazione del "Libro dei Giubilei"(II secolo a.C.) nell'enorme mole di testi antichissimi ritrovata, nel 1947, nelle celebri grotte vicine al Mar Morto. Appunto a Qumran, lo studioso israeliano Shemarjahu Talmon è stato in grado di ricostruire le turnazioni sacerdotali degli ebrei, applicandole al calendario gregoriano. L’evangelista Luca riferisce, infatti, che l’arcangelo Gabriele annunciò al sacerdote Zaccaria la futura nascita del figlio Giovanni mentre stava svolgendo le sue funzioni davanti a Dio nel tempio. Ora, anche la classe sacerdotale di cui faceva parte il pio Zaccaria, come tutte le altre svolgeva il turno due volte l’anno. Una di queste due, secondo il nostro calendario solare, corrispondeva all’ultima decade di settembre:.in questo modo, risulterebbe giustificata la data tradizionale di nascita di Giovanni il Battista, cugino di Gesu' (24 giugno), avvenuta nove mesi dopo l’annuncio di Gabriele a Zaccaria. Ma ne consegue che un fondamento storico ha anche la data dell’annunciazione a Maria, "sei mesi dopo" ("e questo mese è il sesto per lei", dicono i Vangeli), quindi nel marzo dell’anno successivo. Questo fatto implicherebbe, secondo l’indagine del presbitero e teologo barese Nicola Bux, che "è storica anche la data del 25 dicembre, nove mesi dopo", per determinare la nascita di Gesù In varie zone del Medioriente, ma anche per la Chiesa cattolica greco-ucraina e per i cristiani ortodossi che vivono in Russia, Bielorussia, Serbia, Croazia, Macedonia e per altri ancora, il Natale di Cristo cade, invece, il 7 gennaio (in Occidente, com'è noto, giorno dell'Epifania): questo, semplicemente perchè tali chiese seguono ancora il vecchio calendario giuliano.

Sempre una diffusa tradizione cristiana fissa, invece, al 26 Dicembre il giorno del martirio di Stefano (Grecia, ultimi anni a.C. - Gerusalemme,36 d. C.), che fu il primo dei sette diaconi scelti dalla comunità cristiana,poco tempo dopo la morte di Gesu', perché aiutassero gli apostoli nel ministero della fede. Il martirio di Stefano è descritto negli Atti degli Apostoli: a Gerusalemme per lapidazione, alla presenza di Shaul di Tarso, il futuro San Paolo..Venerato come santo da tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi, Stefano è stato il protomartire, cioè il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la sua fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo: sebbene, a rigore, precedente al suo martirio era già stato, anni prima, quello di Giovanni il Battista, cugino del Cristo e suo battezzatore e "iniziatore".

La Bibbia non fornisce alcuna informazione biografica o genealogica su questo santo, dal nome greco israelita: malgrado il valore teologico e civile della testimonianza da lui resa. È possibile fissare con una certa sicurezza la data della sua morte per le modalità con cui avvenne. Il fatto che non sia stato ucciso mediante crocifissione (il metodo usato dagli occupanti romani), bensì lapidazione, tipica esecuzione giudaica piu' volte citata sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento, significa che la morte di Stefano è avvenuta nel 36 d.C.: durante il periodo di vuoto amministrativo seguito alla deposizione, da parte di Tiberio, di Ponzio Pilato, che s' era irrimediabilmente inimicato la popolazione per l'eccesso di violenza usata per sedare la cosiddetta rivolta del Monte Garizim (una sollevazione di ebrei e samaritani contro gli occupanti, sanguinosamente repressa, in Samaria, dalla cavalleria romana). In quel periodo, durante appunto il vuoto di potere, a comandare in Palestina era il Sinedrio ebraico, che eseguiva le condanne a morte tramite lapidazione, secondo la tradizione locale. In particolare, nella Bibbia è scritto che Stefano si inimicò alcuni liberti, probabili discendenti di quegli ebrei che Pompeo, conquistatore della Palestina, aveva schiavizzato (69 a. C.), e che poi avevano ottenuto la libertà. Un' esecuzione per lapidazione, infatti, era contraria al diritto romano, in quanto, nelle varie province dell'impero, i romani si riservavano in esclusiva i processi capitali e la pena di morte..

In un discorso tenuto vari secoli dopo (425 d.C.), S.Agostino riferisce che, subito dopo il ritrovamento a Gerusalemme del corpo di Santo Stefano (415), iniziarono a verificarsi miracoli nei suoi luoghi di culto. Agostino ci parla dell'"antichissima "memoria di Santo Stefano" esistente ad Ancona sin dall'epoca del suo martirio: sorta in seguito all'arrivo in città di un marinaio che avrebbe assistito alla lapidazione del protomartire, e ne avrebbe testimoniato la fede e il coraggio. Cita, infine, anche un luogo di culto africano del Santo, Uzala, nei pressi dell'odierna Tunisi.






Questo è un articolo pubblicato il 26-12-2021 alle 22:00 sul giornale del 27 dicembre 2021 - 242 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/cB2i





logoEV
qrcode