Antonio Parisi ricostruisce la vita del romano Arturo Nati, primo italiano in assoluto a parlare, nel 1948, all’ONU

3' di lettura 22/01/2022 - Sicuramente, a Roma (e, a maggior ragione, nel resto d’Italia), relativamente pochi, oggi, sanno che, nel 1948, primo italiano in assoluto a parlare alle Nazioni Unite non fu, come si potrebbe pensare, Alcide De Gasperi (che era invece intervenuto nell’agosto del ’46, alla Conferenza della Pace di Parigi, contestando, in modo elegante ma fermo, le dure condizioni inflitte all'Italia): ma, in rappresentanza dei giovani italiani della World Federation of United Nations Associations, il futuro avvocato, romano, Arturo Nati.

Chi era, Arturo Nati? Antonio Parisi, giornalista già direttore di importanti emittenti tv, collaboratore di varie testate settimanali, e storico delle grandi dinastie politiche e imprenditoriali europee (come la FIAT), nel libro “Vita dell’avvocato Arturo Nati” (Massafra – Roma, Dellisanti ed., 2021,E. 35). ricostruisce nei dettagli la vita e il percorso umano e professionale di questo personaggio. Poliedrico e di vasto spessore intellettuale: avvocato cassazionista come il padre Augusto, giornalista, studioso di diritto internazionale e della navigazione, diplomatico, docente universitario alla “Sapienza” e alla LUISS, dirigente del Rotary Club. Personaggio di primo piano della vita civile e intellettuale di Roma, purtroppo mai direttamente “utilizzato” dalla vita politica come parlamentare o ministro.

Nato a Roma, nello storico quartiere Prati, da Agapito Augusto, avvocato cassazionista poi anche diplomatico e consigliere legale di Casa Savoia, e da Amalia Biglino, donna fortemente colta, istitutrice delle 4 figlie di Vittorio Emanuele III, Nati, nel 1943 – ’44, appena diciottenne, partecipa, con Maria Romana De Gasperi (sì, proprio la figlia di Alcide!), alla Resistenza romana d’ispirazione cattolica, dopo essere aderito alla DC. Sono i mesi terribili dei posti di blocco e delle retate naziste (dal Ghetto ebraico al Quadraro), della fame e del terrore continuo, delle spie e delle azioni partigiane. Il 23 marzo del ’44, Arturo e l’amico Franco Nobili si trovano per caso al tragico “appuntamento con la storia” di Via Rasella, riuscendo miracolosamente a sfuggire al rastrellamento nazista; a ottobre successivo, con Roma ormai liberata, Nati è eletto nel Comitato giovanile romano Democratico – Cristiano. Seguono anni di militanza, studio e intensi impegni, in organismi come la FUCI (dove allora si stan formando futuri “cavalli di razza” della DC come Aldo Moro e Giulio Andreotti), il Comitato Studentesco della SIOI, Società italiana per l’Organizzazione Internazionale, e il CRUE, Centro Relazioni Universitarie Estero.

Del ’54 è l’iscrizione all’ Ordine degli Avvocati di Roma, del ’60 la qualifica come cassazionista. Ma soprattutto, a luglio del ’59 Arturo sposa il suo amore: la giovane Susanne (Susi) Draxler, che appartiene a un’importante famiglia viennese (la vediamo nella foto di questo articolo, insieme ad Antonio Parisi, qualche anno fa) Il padre, l’avvocato Ludwig Draxler, è figura importante della vita civile austriaca: che nel 1935 – ‘36 è stato giovane ministro delle Finanze col cancelliere Schuschnigg, impegnandosi per ridare fiato all’economia austriaca e resistere, per quanto possibile, alla crescente tracotanza nazista, volta ad attuare l’Anschluss (pagherà poi tutto questo, all’alba del 13 marzo 1938, con l’arresto e la temporanea reclusione a Dachau). Nel dopoguerra, Ludwig patrocinerà con successo la causa intentata da Otto d’Asburgo, figlio dell’ultimo imperatore austro – ungarico Karl I, per poter liberamente rientrare in patria.

La storia di Arturo Nati – sottolinea Antonio Parisi nel saggio – rappresenta un esempio concreto d’incontro tra formazione intellettuale laica e fede cristiana autentica: vissuta senza ostentazioni ipocrite né integralismi, ma cercando d’immettere sinceramente lievito cristiano nella vita professionale e civile. Corredano il libro un vasto repertorio fotografico e un’ampia raccolta di scritti di Nati su testate d’ogni tipo, dal dopoguerra in poi.






Questo è un articolo pubblicato il 22-01-2022 alle 09:03 sul giornale del 24 gennaio 2022 - 295 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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