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Como: utilizzano fondi della Croce Rossa, sequestri della GDF

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guardia di finanza
Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Como, a seguito di una articolata indagine, ha eseguito un Decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche per equivalente, emesso dal Giudice per le Indagini preliminari/Tribunale di Como su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di due appartenenti alla Croce Rossa Italiana di Como.

Le indagini sono state avviate a seguito delle criticità finanziarie, già segnalate in diversi articoli di stampa, che hanno causato il commissariamento dell’Organizzazione di volontariato Croce Rossa - comitato di Como. L’analisi dei flussi finanziari dei conti correnti del comitato di Como della Croce Rossa, che operava in regime di convenzione con l'Agenzia Regionale Emergenza-Urgenza (AREU) per l’esecuzione di servizi di interesse pubblico in ambito sanitario – ha quindi portato all’avvio delle indagini nei confronti dei due citati indagati per episodi di appropriazione di risorse di proprietà della Croce Rossa, qualificate come peculato (art. 314 c.p.), in base a pronunce della Corte di Cassazione da cui si desume che la Croce Rossa Italiana è un ente pubblico non economico e che i suoi dipendenti sono ritenuti dipendenti pubblici. In particolare:

  • il primo soggetto, nel periodo intercorrente tra il 2015 ed il marzo 2020, avendo la disponibilità di risorse finanziarie della Croce Rossa in ragione del proprio ruolo all’interno dell’associazione, si appropriava di € 134.873,40,
  • disponendo l’erogazione a proprio favore di somme di denaro, depositate su conti intestati al Comitato Croce Rossa Italiana della provincia di Como ed alla Croce Rossa di Lipomo su cui era abilitato ad operare, a titolo di rimborso di spese asseritamente sostenute ma non riconosciute o non documentate,
  • disponendo, con capitali della Croce Rossa, l’acquisto a prezzo maggiorato di automezzi destinati alle finalità dell’ente, facendosi riconoscere da parte della società venditrice di tali mezzi o dalla controllante di questa le somme pagate in eccedenza da Croce Rossa Italiana-Como quale sconto per l’acquisto di autovetture per sé e per la propria moglie,
  • utilizzando indebitamente una carta di credito collegata ad un conto corrente intestato al Comitato C.R.I. della provincia di Como,
  • utilizzando indebitamente buoni pasto emessi dalla Croce Rossa per i propri dipendenti,
  • vendendo a privati, dopo aver provveduto ad intestarli a sè, due mezzi originariamente in dotazione ai Vigli del Fuoco e da questi donati al Comitato di Como della Croce Rossa.

Il secondo soggetto è accusato di essersi appropriato di € 17.178,29 di proprietà della Croce Rossa - comitato di Como utilizzando indebitamente una carta di credito collegata ad un conto corrente intestato al Comitato C.R.I. della provincia di Como.

Gli elementi indiziari, raccolti in questa fase delle indagini preliminari, sono consistiti nell’analisi di documentazione contabile e finanziaria acquisita anche presso il Comitato Regionale Lombardia della Croce Rossa di Milano nonché presso il Collegio Disciplinare Nazionale della Associazione della Croce Rossa Italiana O.D.V di Roma, in indagini bancarie, nella escussione di dipendenti della Croce Rossa.

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Questo è un articolo pubblicato il 08-03-2022 alle 16:24 sul giornale del 09 marzo 2022 - 417 letture






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