Dal forum di Riyadh al messaggio di Arafah: il nuovo impegno per la pace della Lega Musulmana Mondiale

6' di lettura 26/07/2022 - In questo mese di luglio (che per il calendario islamico è l'undicesimo mese, quello della “tregua”, in cui non è lecito nessun tipo di violenza), l'Islam commemora il “Discorso d’Addio di Muhammad” dall’alto della collina di Arafah (il Monte della Misericordia, 20 km a est della Mecca), davanti a 140.000 pellegrini diretti alla città sacra dell’Islam, pochi mesi prima di morire, nel 632 d.C. Nel Giorno di Arafah di quest’anno, il sermone commemorativo è stato pronunciato dal Dr. Mohammed Bin Abdul Karim Al-Issa, Segretario generale della Lega Musulmana Mondiale.

Di solito il numero di fedeli in questa giornata supera i due milioni, ma quest'anno, dopo due anni di pausa dovuti alla pandemia di Covid-19, le autorità locali hanno autorizzato la presenza, nella città santa dell’Islam, solo di un milione di pellegrini.

Quattro anni fa, il Sermone era diffuso in due sole lingue. Quest’anno le lingue sono state 15 (italiano compreso): per diffondere un messaggio di pace universale, contro le divisioni, gli odii, gli estremismi religiosi. Nello spirito dell’ultimo discorso in pubblico del Profeta: che annunciò il completamento della religione musulmana, con la dichiarazione dei diritti umani e delle donne, gli insegnamenti finali dell’Islam e l’adesione dei fedeli alla Sunnah (le regole di condotta derivate dal Corano e dalla vita del Profeta).

“Uno dei valori dell'Islam – ha detto, nel suo sermone, il Dr. Al Issa - è scongiurare qualsiasi condotta che possa causare disarmonia tra i popoli, o incitare all'odio e alla divisione. L'affetto e la compassione devono prevalere e governare le nostre interazioni…L'unione, la fratellanza e la collaborazione - ha proseguito - sono il sicuro presidio dell'unità e della solidarietà della nostra Nazione e ci indicano come rapportarci agli altri. Questo testimonia il fatto che l'Islam è universale e i suoi princìpi uniscono tutta l'umanità... L’Islam mette dunque l’umanità al di sopra di ogni altra cosa”.

Un messaggio quindi universalistico, di pace: conforme all’orientamento proclamato nel “Forum per la promozione dei valori comuni tra i seguaci delle religioni”, svoltosi a Riyadh, in Arabia Saudita, l’11-12 maggio scorsi. Si è trattato di una serie di incontri per esplorare valori condivisi e definire una visione globale comune per la cooperazione interreligiosa: il tutto organizzato dalla Muslim World League (MWL), la Lega Musulmana Mondiale. Tra i partecipanti e i relatori presenti a Riyadh, anche S.E il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli, e Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma.

Insieme a Rav Di Segni, ha partecipato a questi incontri – ha scritto Luca Spizzichino sul mensile della comunità ebraica di Roma “Shalom” - una delegazione di 14 leader ebrei, tra cui 10 rabbini ortodossi, per i quali è stata garantita la completa osservanza della kasherut. Tra i rabbanim presenti, anche l’americano Rabbi David Rosen, molto attivo nel dialogo interreligioso.

“Sono decenni che partecipo a incontri interconfessionali. Ma questo evento è decisamente una novità, per la città dove ha avuto luogo, per chi l'ha promosso, e per i discorsi ascoltati dalla bocca di leader musulmani. Sta accadendo qualcosa di nuovo, si spera positivo, ed è importante seguirlo e interpretarlo”, ha spiegato il Rabbino Capo Di Segni a “Shalom”.

Mentre Rosen, attraverso una nota dell’American Jewish Committee, ha affermato che “è una svolta essere qui per la prima volta. L’Arabia Saudita è il fondamento dell'Islam e ha sempre cercato di ritrarsi nella purezza della fede, quindi la proposta di un approccio pluralistico è sorprendente e mostra come il Paese sia cambiato. Questo è davvero un evento epocale”, ha sottolineato. “Speriamo che sia solo l'inizio di un ulteriore impegno e coinvolgimento”.

Al forum di Riyadh erano presenti ministri degli Affari religiosi ed esponenti della società civile, provenienti da 88 Paesi. Per la prima volta in Arabia Saudita, l'evento ha riunito rappresentanti delle tradizioni religiose cristiane, ebraiche, indù e buddhiste insieme ai leader islamici: per una ricerca comune su valori etico-religiosi e un comune approccio globale alla cooperazione interreligiosa. Ampi servizi sul dibattito di Riyadh possono trovarsi nel numero di luglio–agosto di “Kalima”, rivista bimestrale specializzata nei temi del dialogo tra l’Islam e le altre religioni.

Ma chi è Mohammed Bin Abdul Karim Al-Issa? Con una laurea e un dottorato in Giurisprudenza islamica conseguiti all’Università “Imam Muhammad bin Saud” di Riyadh, uomo di fiducia e consigliere del re saudita Salman, Al-‘Issa ha assunto statura internazionale dopo esser stato nominato, nel 2016, Segretario generale della Lega Musulmana Mondiale. Sotto la sua leadership, la Lega ha assunto un nuovo ruolo, appunto quello di costruire ponti. Fondata nel 1962 da re Faysal, dal 2016, con l'arrivo di Al-issa, la Lega Musulmana sta vivendo un momento di forte visibilità, come uno dei principali vettori della nuova narrazione di Muhammad bin Salman: che punta a riabilitare l’immagine dell’Arabia Saudita all’estero promuovendo l'Islam in chiave moderata, e favorendo il dialogo interreligioso.

Protagonista assoluto di questo nuovo orientamento è diventato appunto Al – Issa, che nel 2017 ha incontrato in Vaticano Papa Francesco e il Cardinale Jean-Louis Tauran, all’epoca presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (l’anno successivo il Cardinale ha ricambiato la visita ed è stato ricevuto da re Salman in persona a Riyadh). Nel 2018 è stato insignito del premio Galileo a Firenze per la promozione del dialogo interreligioso e interculturale, partecipando al Meeting dell’Amicizia tra i Popoli di Rimini (parteciperà anche a quello del prossimo agosto). Mentre nel 2021 ha ricevuto il premio norvegese “Bridge Builders”, per il suo impegno come uomo di pace e nel costruire ponti tra religioni e culture differenti (In quest'occasione. la MWL è stata definita, dai leader evangelici americani, "il nostro più forte e affidabile alleato islamico"). In questi anni, il Segretario generale della Lega ha aperto un canale di comunicazione anche con le Chiese ortodosse russa, ucraina e di Costantinopoli e col patriarca di Mosca Kirill, con cui nel 2019 ha firmato un accordo di cooperazione; e soprattutto, ha coltivato i rapporti con varie istituzioni ebraiche negli USA e nel resto del mondo. Nel 2020, infine, al-‘Issa ha guidato una delegazione di oltre 60 musulmani - 25 dei quali leader religiosi - nella visita ad Auschwitz, in occasione del 75esimo anniversario della liberazione dal nazismo (atto che gli è valso una pioggia di critiche dal fronte islamico e un grande apprezzamento da parte del mondo ebraico, soprattutto americano). Importante, infine, è anche l’impegno dell'Ufficio della Lega Musulmana Mondiale a Roma, guidato da S.E. il Dott. Abdul Aziz Al Sarhan: il cui lavoro in Italia è stato fortemente apprezzato anche dalle istituzioni italiane e vaticane.

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Questo è un articolo pubblicato il 26-07-2022 alle 09:35 sul giornale del 27 luglio 2022 - 228 letture

In questo articolo si parla di attualità, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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