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Elezioni politiche 2022. Come si vota

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Domenica 25 settembre 2022 tutti i cittadini italiani saranno chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento. Non pochi dubbi sono sorti, nelle ultime settimane, intorno alla legge elettorale attualmente in vigore, il Rosatellum (Legge 3 novembre 2017, n.165). Vediamo insieme le novità di queste elezioni e come procedere al voto.

Si tratterà delle prime elezioni in cui si voterà per un Parlamento ridotto, decretato dal Referendum costituzionale del 2020: il numero dei membri eleggibili per la Camera dei Deputati passerà da 630 a 400, mentre il numero dei Senatori passerà da 315 a 200. La seconda grande novità consiste nella possibilità di votare per il Senato dai 18 anni di età, invece che dai 25 anni in su come era stato finora.

Il Rosatellum prevede un sistema elettorale misto: maggioritario (o uninominale) e proporzionale. Su ciascuna delle due schede (una per la Camera dei Deputati e una per il Senato della Repubblica), che verranno consegnate a ogni votante, si dovrà votare sia per l'uninominale sia per il proporzionale:

  • I nomi nei rettangoli in alto saranno quelli dei candidati per le varie liste e coalizioni per la parte uninominale: per ogni collegio verrà eletto solo il candidato che, fra tutti, riceverà il maggior numero di voti;
  • Al di sotto, troveremo i simboli dei partiti con accanto i nomi dei candidati per la parte proporzionale: questi ultimi saranno eletti in proporzione, appunto, al numero di voti che ogni lista o coalizione riceverà in quel collegio (non sarà permesso esprimere preferenze per i candidati al proporzionale, che verranno eletti nell'ordine in cui sono elencati sulla scheda).

Come si vota. Ci sono, sostanzialmente, quattro possibilità di esprimere la propria preferenza:

  1. Barrare con una X solo il nome del candidato uninominale di un partito che si presenta da solo: il voto espresso sarà riferito anche alla lista a lui collegata per la parte proporzionale;
  2. Barrare con una X solo il nome del candidato uninominale collegato a una coalizione di partiti: il voto espresso sarà distribuito – in modo proporzionale ai voti ricevuti globalmente da ognuna di esse – tra le liste che appoggiano il candidato uninominale;
  3. Barrare con una X il nome del candidato uninominale e con una seconda X il simbolo del partito per far sì che il voto per la parte proporzionale vada a un partito specifico della coalizione (e non venga, quindi, distribuito come nel caso del punto 2);
  4. Barrare con una X solo il simbolo del partito preferito: automaticamente il voto per la parte uninominale andrà al candidato della coalizione.

Schede nulle. Di seguito, a cosa fare attenzione per assicurarsi la validità del proprio voto:

  • Non è ammesso il voto disgiunto: mettere una X sul candidato uninominale di una lista (o di una coalizione) e una X per il proporzionale sul simbolo di un partito che non sia a esso direttamente collegato = scheda nulla;
  • Non si possono esprimere preferenze riguardo i candidati nelle liste del proporzionale, ovvero i nomi accanto ai simboli dei partiti.

Soglia di sbarramento. I partiti che si presentano da soli che non raggiungeranno almeno il 3% dei voti e le coalizioni che non raggiungeranno almeno il 10% dei voti non riceveranno neanche un seggio né alla Camera né al Senato.

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da Marianna Piacente
avezzano@vivere.news


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