SEI IN > VIVERE ITALIA > SPETTACOLI
comunicato stampa

Top&Flop: "Gli occhi del Diavolo", ovvero l'esorcismo ai tempi del metodo

4' di lettura
126

Ann (Jacqueline Byers) è una bambina vittima di una madre schizofrenica, ma che la figlia è convinta sia posseduta da un demone, fino a quando morirà suicida. La ritroviamo adulta ai nostri giorni, ha preso i voti e si dedica all’assistenza dei presunti casi di possessione.

Il Vaticano ha infatti aperto segretamente delle scuole per esorcisti dato il preoccupante aumento dei casi riscontrati negli ultimi anni. Tuttavia come è noto la Chiesa Cattolica riserva un ruolo subordinato alle donne e per questo alla giovane non è permesso partecipare ai corsi e tantomeno praticare esorcismi mentre lei è convinta che quello sia il suo destino. Ci pensa un professore a introdurla alla conoscenza e ad assistere alla pratica degli esorcismi ma suor Ann sente dentro di sé crescere lo stesso demone che ha portato la madre alla morte. A leggerlo così il film sembra quasi interessante, ci sono gli esorcismi, una scuola che è una specie di Hogwarts dell’orrore, la protagonista femminile ed il suo riscatto contro una mentalità patriarcale, purtroppo però il risultato non è all’altezza del soggetto, come quei trailer che promettono bene e poi il film fa pena.

Ma andiamo con ordine, partiamo dalla sceneggiatura, di Robert Zappia, già colpevole del pessimo Hallowen 20 anni dopo e, udite udite, Jackass 3d. Stavolta Zappia sembra voler voltar pagina rispetto a quando “sceneggiava” un gruppo di idioti che facevano cose pericolose ma lo fa troppo radicalmente prendendosi terribilmente sul serio. La preoccupazione di far arrivare a tutti i costi il messaggio (il malessere psicologico e la possessione sono due facce della stessa medaglia) lo ossessiona al punto da trasformare la pellicola in una specie di seduta di analisi di un’ora e mezza. Nel frattempo non si prova paura nemmeno per un istante, non ci sono tensione né inquietudine, anche quando finalmente la protagonista indossa la tonaca cercando di non sembrare un supereroe con il mantello, anche lì che dovrebbe essere il culmine del discorso sulla parità di genere che è l’altro cuore pulsante della vicenda, in quel momento in cui vorremmo finalmente vedere uno scontro alla Vecchio Testamento tra le forze del bene e quelle del male, si ammoscia tutto intorno a pipponi analitici e colpi di scena telefonati.

Il quarantaseienne regista di origine tedesca, ma cittadino USA, Daniel Stamm non ha un curriculum molto nutrito ma, accanto a una manciata di episodi per alcune serie, ha diretto L’ultimo Esorcismo e 13 Peccati, entrambe buone pellicole. Nel primo un film si parte da uno sguardo scettico sul fenomeno degli esorcismi per consentire allo spettatore una maggiore identificazione con il protagonista e poi sovvertire le sue certezze e precipitarlo nell’incubo che ci si aspetta da quel genere di film. La tecnica usata è quella del find footage ossia del finto documentario ritrovato e quindi tutte le riprese sono effettuate con la camera a mano a cui gli attori parlano direttamente. Forse uno dei migliori film di esorcismi del decennio che senza grandi pretese riesce a coinvolgere e spaventare senza un eccessivo uso dei jump scares. 13 Peccati invece è il remake dell’asiatico 13 Beloved ed è la storia di un non più giovane piccolo borghese che in un momento di difficoltà accetta di partecipare ad un gioco a prove che lo porterà a compiere azioni sempre più spregevoli. Il film conta su una sceneggiatura verticale pazzesca che tiene incollato lo spettatore fino al disperato finale, se ve lo siete perso potete (e dovete) recuperatelo su Amazon Prime.

Insomma il buon Stamm non se l’era cavata male finora, nessun capolavoro ma un solido mestiere al servizio di storie che funzionavano alla grande. Possiamo quindi imputare alla sceneggiatura del pessimo Zappia la responsabilità di questo fiacco horror? Certo che sì, ma non è l’unico colpevole. Il regista al suo terzo titolo non si sforza minimamente di scostarsi dai soliti cliché di contorsioni e voci demoniache propinandoci un repertorio che è lo stesso dai tempi del film di Friedkin. Gli attori non ci provano nemmeno a dare spessore ai loro personaggi che danno l’impressione di somigliare non tanto a dei veri religiosi quanto a un nutrito gruppo di cosplayers a partire dalla protagonista, Jacqueline Byers, musona e petulante. Una menzione speciale ai creativi titolisti italiani che hanno tradotto l’originale Pray for the Devil (Prega per il Diavolo) in Gli Occhi del Diavolo che, a parte essere un titolo messo lì del tutto a caso, fa suonare il film come la versione horror de Gli Occhi del Cuore. Forse il titolo tutto sommato è azzeccato, in fondo potrebbe essere benissimo un film di Renè Ferretti.

Siete d’accordo con questa recensione?
Scrivetelo nei commenti

SCHEDA
GLI OCCHI DEL DIAVOLO
Di Daniel Stamm
USA 2022
Interpreti: Jacqueline Byers, Colin Salmon, Christian Navarro, Nicholas Ralph, Ben Cross, Virginia Madsen.
Sceneggiatura: Robert Zappia
Produzione: Gold Circle Films
Distribuzione: Lionsgate Films
Durata: 93 min
Genere: Horror
Uscita: 24 novembre 2022
TRAILER ITALIANO
https://www.youtube.com/watch?v=IJlHNNQN04Q



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2022 alle 19:03 sul giornale del 03 dicembre 2022 - 126 letture






qrcode