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Blitz contro i Cappello-Bonaccorsi di Catania, ancora un’asse della droga con la Calabria

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PALERMO - Ancora una operazione antimafia che porta alla luce il business di Cosa nostra con la droga e ancora un collegamento tra la Sicilia e la Calabria nel narcotraffico.

L'indagine 'Kynara' della Direzione distrettuale antimafia di Catania conferma il ruolo di primo piano della criminalità organizzata calabrese nel mercato degli stupefacenti e gli affari con Cosa nostra siciliana. Una costante, ormai, di quasi tutte le inchieste antidroga che vengono portate avanti nell'Isola.

IL BLITZ NELLA NOTTE

Nella notte tra mercoledì e giovedì sono scattate 31 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati nel capoluogo etneo: colpito il potente clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. In azione gli agenti della squadra mobile. Gli indagati sono ritenuti tutti affiliati alla cosca. Le accuse rivolte dai magistrati della Dda , e passate al vaglio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale, sono associazione mafiosa e traffico di droga, oltre che di detenzione di armi.

L'ASSE SICILIA-CALABRIA NEL BUSINESS DELLA DROGA

È soltanto l'ultima indagine che ha fatto emergere gli affari nel settore della droga che viaggiano tra le due sponde dello Stretto. Martedì erano scattati altri 54 arresti nell'ambito di un'altra inchiesta, condotta questa volta dalla Dda di Messina: anche in quell'occasione emersero i collegamenti tra la mafia siciliana e le 'ndrine calabresi che rifornivano di droga l'organizzazione con base nella città dello Stretto e, in particolare, nel quartiere popolare Giostra.

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di Agenzia DIRE






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