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Craig Wright, cominciato il processo: riuscirà a dimostrare di essere il misterioso Satoshi Nakamoto?

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A Londra è cominciato il processo sul presunto creatore di bitcoin, con l'intento di chiarire se lo scienziato informatico australiano sia effettivamente l'artefice della criptovaluta più diffusa al mondo.

In base a quanto riportato, la Crypto Open Patent Alliance (COPA), un'organizzazione senza scopo di lucro che si impegna a ridurre l'impatto di brevetti e controversie nello sviluppo dell'industria delle criptovalute, ha portato il caso in tribunale. Questo procedimento riveste importanza non solo per le possibili implicazioni sulle numerose controversie legali in corso che coinvolgono Wright, ma anche per il suo focus sulla risoluzione dell'antico mistero riguardante l'identità di Satoshi Nakamoto.

La pretesa di Wright di essere Satoshi non ha ricevuto sostegno da prove concrete, generando scetticismo all'interno della comunità delle criptovalute. Negli ultimi otto anni, Wright è stato coinvolto in numerosi contenziosi legali contro aziende e sviluppatori da lui accusati di utilizzare e modificare illegalmente il suo software.

La causa della COPA, avviata nell'aprile 2021, mira a ottenere una dichiarazione che Wright non sia Satoshi Nakamoto, mettendo così in discussione le sue affermazioni. Questa battaglia legale potrebbe avere implicazioni significative, influenzando potenzialmente l'esito di altre dispute che coinvolgono Wright.

Come è iniziata?

Satoshi Nakamoto, oltre ad essere il fondatore originale delle criptovalute, rimane un enigma.

Nel mese di ottobre 2008, Nakamoto ha generosamente donato al mondo il bitcoin. Successivamente, è misteriosamente sparito, lasciando dietro di sé una figura avvolta nel mistero, la cui vera identità rimane sconosciuta fino ad oggi. Tuttavia, in mezzo a tutte le speculazioni che circondano la sua figura, è emerso un individuo: Craig Wright, un informatico australiano che a partire dal 2016 afferma di essere colui che ha dato vita alla criptovaluta. E ora, la sua affermazione sarà sottoposta alla prova della verità in tribunale.

Da otto anni, Craig Wright sostiene di essere l'enigmatico creatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto. Lunedì, in una calda aula di un tribunale britannico, è iniziato un processo destinato a risolvere definitivamente questa questione.

Wright, affiancato dai suoi avvocati, è apparso tranquillo durante gli argomenti di apertura, reclinandosi sulla sedia con una gamba incrociata sull'altra. Questa calma, però, non riflette né l'importanza del processo, che potrebbe avere impatti significativi sul futuro di Bitcoin, né il tono incisivo dell'avvocato del querelante, Jonathan Hough, che ha definito l'affermazione di Wright di essere Satoshi una "bugia sfacciata".

Il processo legale contro Wright è stato avviato dalla Crypto Open Patent Alliance, un consorzio no-profit di aziende nel settore delle criptovalute e della tecnologia. COPA sostiene che le recenti azioni legali di Wright per violazione di proprietà intellettuale, basate sulla sua autoproclamazione come inventore di Bitcoin, abbiano avuto un impatto negativo su Bitcoin, allontanando gli sviluppatori. Per evitare ulteriori ostacoli allo sviluppo di Bitcoin, la corte è chiamata a dichiarare che Wright non è Nakamoto.

Quasi tre anni dopo la presentazione della causa, COPA ha finalmente avuto l'opportunità di esporre il proprio caso contro Wright in tribunale. Wright, secondo Hough, ha "terrorizzato" gli sviluppatori di Bitcoin dal momento in cui ha dichiarato di essere Nakamoto nel 2016. "COPA ha portato avanti questa causa per porre fine a tale comportamento", ha concluso Hough.

Lo scienziato sotto accusa di Peter McCormack

La Corte Suprema del Regno Unito aveva precedentemente respinto la richiesta di appello presentata da Craig Wright.

Questa richiesta di appello è stata avanzata in seguito alla sentenza emessa nel luglio 2023 nell'ambito della prolungata disputa legale contro il podcaster di Bitcoin, Peter McCormack. McCormack era stato citato in giudizio per diffamazione da Wright nell'aprile 2019, dopo aver contestato le affermazioni di Wright riguardo alla sua presunta identità.

La sentenza di luglio ha stabilito che Wright aveva diritto a un risarcimento simbolico di solo una sterlina. Wright aveva deciso di presentare ricorso contro questa decisione, ma la Corte Suprema glielo ha negato.

D'altra parte, McCormack ha esultato su X, considerando il rifiuto della Corte come una vittoria definitiva nel caso. Infatti Craig Wright ha cercato di appellarsi a questa sentenza per ben due volte, ma in entrambi i casi la sua richiesta è stata respinta. Ciò indica che, secondo la Corte del Regno Unito, la disputa legale tra Wright e McCormack può essere considerata conclusa con la sentenza emessa a luglio.

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Questo è un articolo pubblicato il 07-02-2024 alle 07:27 sul giornale del 08 febbraio 2024 - 756 letture



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