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100 volte Mike Bongiorno: storia di un americano diventato milanese

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All'anagrafe si chiamava Michael Nicholas Bongiorno, ma tutti noi l'abbiamo conosciuto e lo ricordiamo come Mike. Per tantissimi anni, è entrato nelle case degli italiani con il celebre "mantra", "Allegria" provando a portare sorrisi, buonumore, ma soprattutto tanta professionalità. Il 26 maggio di 100 anni fa nasceva Mike Bongiorno.

26 maggio 1924. Negli Stati Uniti, esattamente, nella città della grande Mela nasce un bimbo che, già 20 anni dopo, ha cominciato a far parlare di sé. Si chiama Michael Nicholas. Figlio di un noto avvocato che ha intrapreso, anche, la carriera politica nel Grande Continente e fu Presidente della celebre Associazione statunitense, “Sons of Italy in America”.

Sua mamma è italiana, torinese, di famiglia borghese e molto benestante. I suoi genitori si separano nel 1929, e Michael ha solo cinque anni; con la mamma viene in Italia e si trasferisce a Torino. Quando sta per concludere gli studi, è costretto a fermarsi per il degenerare della drammatica situazione che la Seconda Guerra Mondiale sta portando al nostro Paese. Entra nei gruppi Partigiani e combatte il regime. Viene arrestato e condannato alla fucilazione, ma si salva perché gli agenti tedeschi della Gestapo scoprono un pacco con i suoi documenti, passaporto su tutti, e lo considerano un'ottima pedina di scambio per ottenere la liberazione di soldati tedeschi, nel frattempo imprigionati.

Da una morte, data per certa, al carcere di San Vittore, a Milano. Durante la detenzione, lunga sette mesi, conosce colui che diventerà, oltre che giornalista, un suo caro amico: Indro Montanelli. Caduto il fascismo, finita la guerra, nell'Italia libera e Repubblicana comincia la sua carriera di giornalista, fino a scoprire e conoscere la televisione per volere di Vittorio Veltroni che gli apre le porte della RAI, intuendone il gran talento che, nel corso degli anni, porterà dentro le case degli italiani.

Un secolo fa, nasceva e si faceva conoscere al mondo Mike Bongiorno o, come molti l'hanno chiamato, “Super Mike". I suoi programmi scriveranno pagine e pagine di una brillante carriera e, per anni, diventano un appuntamento istituzionale di fronte al quale l'Italia del dopoguerra non mancava. Arrivi e partenze, Fortunatissimo, Lascia o Raddoppia?, Campanile Sera, Festival di Napoli, Un disco per l'estate, 11 volte il Festival di Sanremo, Rischiatutto. Questi i nomi dei programmi più blasonati, ma la lista è molto lunga. Programmi che lui cominciava sempre con il suo inseparabile “mantra”: “Amici ascoltatori, Allegria”.

Nel 1977, l'incontro a Milano con un giovane imprenditore, di appena 41 anni. È l'incontro con Silvio Berlusconi, all'epoca proprietario di TeleMilano, che presto diventerà Canale 5 e segnerà la nascita della prima televisione privata, commerciale, che rompe definitivamente il monopolio della nostra TV di Stato. Nel 1980 lascia definitivamente “Mamma RAI” con il suo ultimo programma, Flash. Approda alla Fininvest e gli studi di Cologno Monzese, d'ora in avanti, saranno per sempre la sua casa e i programmi di successo li condurrà anche qui: I sogni nel cassetto, Incontri d'Estate - Boario, Bis, Superflash, Gran Premio Internazionale dello Spettacolo, Pentatlon, Parole d'oro, Telemike, la Ruota della Fortuna, la Ruota d'oro, la Ruota Mundial nel 1994, Bravo Bravissimo, Canta Vip, Grandi Magazzini, Tutti per Uno, Viva Napoli. Anche in questo caso, citiamo alcuni dei tanti nomi di successo dentro le "mura televisive berlusconiane".

Celebri, altrettanto, le sue simpatiche gaff, la litigata accesa con un giovane Vittorio Sgarbi, durante una puntata di Telemike. Storica, nel 1986, una puntata di Telemike dove pizzica una concorrente mentre si nascondeva nel suo reggiseno un foglio con, molto probabilmente, le risposte delle domande finali che valevano il primo premio. Una curiosità? La sua valletta dell'epoca aveva appena 21 anni ed era una sconosciuta Sabina Gandolfi, futura giornalista RAI e conduttrice de La Domenica Sportiva nella stagione 2014-2015. Il 29 novembre 1998, una puntata speciale del Maurizio Costanzo Show, intitolata “I Tre Tenori”, e condotta dal tandem Maurizio Costanzo - Enrico Mentana, da il suo personaggio omaggio ai tre tenori della televisione italiana: Mike Bongiorno, Corrado, e Raimondo Vianello. Durante la sua permanenza, a tempo indeterminato, nella TV di Silvio Berlusconi, torna in RAI per due conduzioni molto particolari: il Festival di Sanremo nel 1997, e Miss Italia 10 anni dopo, nel 2007. Che dire, poi, dell'amicizia e del sodalizio con Rosario Fiorello? Un rapporto simbiotico televisivo, radiofonico, e pubblicitario.

È la storia di Mike Bongiorno. Storia di un americano che si è sentito, sin da sempre, italiano. Un americano diventato milanese, televisivamente parlando. Un partigiano che ha combattuto per la libertà. Un uomo che ha fatto conoscere il suo personale linguaggio e stile televisivo. Insieme a Corrado, Enzo Tortora, Pippo Baudo, Raimondo Vianello, è stato il pioniere della televisione nostrana.

Bongiorno è morto quasi 15 anni fa, l'8 settembre 2009 per un infarto, mentre si trovava in vacanza a Montecarlo. A quasi 15 anni dalla sua scomparsa e nel centenario dalla sua nascita, resta il ricordo di un conduttore, comunicatore, un talentuoso anchorman che ha acceso, per la prima volta, la TV. La televisione di Mister Allegria”.

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Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2024 alle 10:42 sul giornale del 30 maggio 2024 - 894 letture






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